Raddoppiata la povertà in Campania

E’ il triste dato che emerge dal dossier regionale realizzato dalla Caritas regionale che fotografa la situazione al 2010 sulla base delle richieste giunte ai 27 Centri di ascolto presenti sul territorio a cui si sono rivolti circa 7 mila persone e che, in modo diretto o indiretto, hanno fornito aiuto a circa 25 mila individui. Dall’analisi emerge che se nel 2007 l’utenza dei Centri di ascolto si attestava attorno alle 3 mila unità, a distanza di tre anni, il numero è raddoppiato arrivando a toccare quota 6.925, con un incremento nell’ultimo anno pari al 15,1%. Vive in condizioni di povertà relativa in Campania il 23,2% della popolazione a fronte di un dato relativo al Mezzogiorno del 23% e nazionale dell’11%.

Numeri frutto anche della mancata crescita economica della regione che, rispetto al resto d’Italia, mostra le peggiori performance. Il Pil 2010 ha registrato un meno 0,6%, mentre il Pil nazionale si attesta sul l’1,3%. Mancata crescita cui si associano i dati sull’occupazione. Il 65,5% degli utenti dei Centri campani è disoccupato. La povertà è, in evitabilmente, legata all’assenza o alla perdita di lavoro. Dal 2004 in regione sono stati bruciati 177 mila posti di lavoro. Negativi i dati sul tasso di occupazione. 32,7% in Campania a fronte del 35% del Mezzogiorno; e anche i dati sul tasso di disoccupazione secondo cui in Campania è disoccupato il 14% della popolazione, mentre nel Sud il 13% e in Italia l’8%. Assenza di lavoro e di introiti che costringono le famiglie campane a indebitarsi. Cresce, infatti, il debito familiare soprattutto nelle province di Caserta e di Napoli che, in una graduatoria nazionale, si attestano rispettivamente al secondo e al terzo posto. Condizioni che incrementano il flusso migratorio dei giovani campani verso altre regioni italiane o verso l’estero. In dieci anni, la sola provincia di Napoli ha perso 108 mila giovani.

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