I No Tav invadono Torino. Il 25 febbraio si replica in Valle

Pomeriggio di protesta nel capoluogo piemontese dove hanno sfilato gli attivisti contro la realizzazione della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione. In testa al corteo, le carriole contenenti “le macerie del cantiere” della Val di Susa. Migliaia di attivisti, diecimila secondo gli organizzatori, partiti da Porta Nuova. Alcuni attivisti hanno scandito slogan contro giornalisti e fotografi. Tensione, poi, davanti alla sede della Regione Piemonte, a Piazza Castello, dove un gruppo di manifestanti ha lanciato alcuni fumogeni. E dove altri attivisti hanno rovesciato, in una sorta di improvvisato cantiere, le macerie contenute nelle carriole. Decine di persone si sono avvicinate al cordone delle forze dell’ordine ma non c’è stato contatto. Un’altra parte del corteo, invece, ha proseguito per via Po. Alcuni figuranti in costume hanno improvvisato show da clown sia davanti al palazzo della Regione Piemonte, sia in strada, mentre attivisti distribuivano volantini ai passanti.

“È un’ottima manifestazione, come lo è stata la fiaccolata giovedì. Chi pensava che il popolo No Tav si sarebbe spaventato per gli arresti non ha capito niente” commenta il leader No Tav Alberto Perino. “Giovedì hanno messo in galera – aggiunge – qualcuno che gli serviva mettere in galera per dire che il movimento No Tav non è pacifico e popolare ma fatto di infiltrati”.

I manifestanti sono tornati scortati verso la stazione. Il prossimo appuntamento è per il 25 febbraio in Valsusa per “un corteo nazionale che – ha annunciato il leader del Movimento Alberto Perino – raccoglierà tutte le anime della lotta contro la Tav e tutte le resistenze d’Italia”.

Il governatore del Piemonte Roberto Cota si dice “contento che l’odierna manifestazione a Torino si sia svolta senza violenze o particolari problemi. Ora pensiamo a realizzare la Tav”. Soddisfatto, ma polemico, il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta. “Constato con sollievo che il centro di Torino non ha vissuto ore di guerriglia come invece da anni accade in Val di Susa. Nello stesso tempo non posso non evidenziare con profondo rammarico la presenza di alcuni irriducibili amministratori locali che hanno sfilato insieme a chi chiedeva la libertà per gli ex terroristi arrestati”.

Attivisti in campo anche in Veneto. Un gruppo di una cinquantina di manifestanti ha occupato alcuni uffici di Trenitalia nella stazione ferroviaria di Mestre, esponendo striscioni con la scritta “No Tav né in Val di Susa nè in Veneto”. Solidarietà ai 26 attivisti arrestati giovedì arriva da Napoli, dove nella mattina di sabato una cinquantina di manifestanti ha occupato per circa un’ora alcuni binari della stazione centrale.

Già venerdì però si sono verificati disordini. L’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Claudia Porchietto (PdL), è stata contestata a Chivasso (TO), da una ventina di attivisti del Mac-Movimento Ambientalista Chivassese, che aderisce alle iniziative contro la realizzazione dell’alta velocità. All’arrivo alla sede della pro loco di Chivasso, Porchietto è stata accolta dal gruppo di manifestanti, con slogan per il lavoro e contro la Tav e dal lancio di alcune uova contro i muri esterni della sede della Pro Loco. Tutto si è concluso comunque nell’arco di pochi minuti e l’assessore ha tenuto regolarmente l’incontro previsto nella stessa sede della Pro Loco.

Sempre venerdì un gruppo di otto incappucciati ha lanciato sacchi di letame contro le vetrate della redazione torinese di un giornale. Minacce contro la testata circolavano già da alcuni giorni. Bersaglio su più fronti, negli ultimi giorni, anche il procuratore di Torino, Gian Carlo Caselli. “Il Procuratore antimafia che si schiera con la mafia della Tav” lo definiscono gli esponenti della Federazione anarchica (Fai) torinese.

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