Rinnovata convenzione della Lombardia con i Centri di assistenza agricola

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Unicaa, l’organizzazione nazionale partecipata da Uniagronomi, Unima e Confcooperative, si dichiara moderatamente soddisfatta per il rinnovo della convenzione tra Regione Lombardia e centri di assistenza agricola.

“Si tratta di un accordo che riduce le risorse complessivamente assegnate ai Caa per l’esercizio delle proprie funzioni in Lombardia – commenta il presidente di Unicaa, Giambattista Merigo -, ma che in ogni caso consente finalmente di creare una prospettiva di maggiore stabilità intorno all’operato degli stessi centri di assistenza agricola per il biennio 2012-2013. Da parte nostra, seppure a fronte di un taglio del budget, intendiamo continuare a prestare come sempre un servizio di qualità ”.

La firma della nuova convenzione con l’Organismo pagatore della Regione Lombardia è avvenuta quasi in concomitanza con l’approvazione del nuovo Testo Unico dell’agricoltura, recentemente adottato all’unanimità dal Consiglio regionale lombardo. “La nuova legge quadro per il settore primario – fa notare Merigo – ha inteso evidenziare il ruolo dei Caa in maniera più marcata rispetto ad altri precedenti atti legislativi in materia agricola. In particolare, all’art. 4 bis si sono puntualizzate alcune delle funzioni svolte dai Centri di assistenza che vanno al di là della semplice tenuta del fascicolo aziendale e si è posto l’accento sulle modalità di certificazione, da parte dei Caa, delle istanze provenienti dalle imprese agricole e del successivo inoltro alla pubblica amministrazione competente”.

 “I Caa – spiega il direttore di Unicaa, Danilo Pirola – operano in convenzione con le pubbliche amministrazioni e svolgono per conto delle imprese agricole pratiche amministrative per l’accesso a sovvenzioni pubbliche e ad altre opportunità di finanziamento, cui si aggiungono servizi di consulenza per la gestione aziendale. Non è esagerato affermare che, nel corso dell’ultimo decennio, questi organismi di assistenza si sono progressivamente trasformati in veri e propri terminali di tutte le pratiche amministrative legate alla vita delle imprese agricole professionali”.

Emblematico è il caso di Unicaa, che poche settimane fa ha tagliato il traguardo dei dieci anni di attività. Partita con un bacino di riferimento di poche centinaia di aziende agricole, la rete che fa capo a Unicaa può contare ora su una base nazionale di quasi 35.000 imprese affiliate. “Insieme abbiamo saputo dare corso ad un cammino di integrazione – osserva Merigo – capace di generare un’alleanza strategica nel campo dei servizi al mondo agricolo e agroalimentare. Di fronte  alla crescente complessità delle funzioni che i Centri autorizzati di assistenza agricola sono chiamati a svolgere, puntiamo ora ad aggregare altri Caa operanti sul territorio per ridurre ulteriormente i costi, realizzare economie di scala e continuare a crescere in competenza e professionalità”.