Tragedia al Giglio, notte da Titanic nelle gelide acque del Tirreno

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La paura per chi si è salvato è tanta. Sul molo di Porto Santo Stefano la scena è spettrale. Alle ore 04:55 arriva il traghetto “Isola del Giglio”. A bordo ci sono seicento persone. Sono i primi dei cinquemila naufraghi della Costa Concordia che sbarcano sulla terraferma. Nel buio sono state montate tre grandi tende. Serviranno per il triage, la valutazione dello stato di salute dei cinquemila a bordo della Costa Concordia che sono stati evacuati dalla nave, sono fortunosamente sbarcati sull’isola del Giglio e ora sono attesi qui, nel piccolo porto di Monte Argentario. Ci sono decine di persone. Molti sono soccorritori che appartengono ai vigili del fuoco e alla Protezione civile. Ma molti sono abitanti mobilitati per dare aiuto dopo la tragedia. Fino ad ora erano arrivati con l’elicottero e le motovedette tre cadaveri e una decina di feriti, portati all’ospedale di Orbetello. “E’ stato veramente un incubo, in confronto le scene del Titanic facevano meno paura” raccontano Pasquale Zumpo di Fucecchio e Alessandro Mammucari di Velletri, che ieri si sono imbarcati per la crociera nel Meditierraneo che doveva durare sette giorni. “Secondo noi i soccorsi sono stati gestiti malissimo, perchè ci hanno fatto aspettare troppo prima di imbarcarci sulle scialuppe, è passata almeno un’ora e il panico aumentava. Nella nave non si stava in piedi, si scivolava dappertutto. Nel ristorante volavano i tavolini da una parte all’altra e la gente si è buttata in acqua anche perchè eravamo talmente inclinati che si rischiava di prendere in testa le scialuppe di salvataggio”. In molti raccontano che la nave ha avuto prima un’inclinazione su un lato e poi sull’altro. Subito prima di entrare nel pullman che li sta per portare nel centro di accoglienza allestito nella palestra della scuola, un gruppo di turisti croati spiega cosa hanno visto: “Abbiamo sentito un bel botto, è chiaro che abbiamo preso uno scoglio, nonostante che abbiano continuato a parlare di un guasto elettrico. Stavamo mangiando, tutto è caduto per terra. Ma la vera paura è arrivata dopo che è suonato l’allarme e siamo tutti accorsi verso le scialuppe. La nave si è inclinata, la gente è rotolata a terra, molti si sono feriti così. Un gruppo di persone è salito sulla lancia di salvataggio, ma a causa dell’inclinazione della nave la scialuppa non è caduta in mare, ma all’interno della Costa Concordia e ha sfondato una cabina. E lì ci sono stati molti feriti, forse morti”. Francesca Migliavacca, romana, dipendente Rai: “Scene di panico da subito. C’è stata come una frenata. La gente urlava, si montava addosso, la nave si è inclinata. L’equipaggio ci diceva di andare all’esterno. La gente si buttava verso le scialuppe, non si riusciva a salire. La nostra lancia di salvatagggio nello scendere ha sbattuto più volte contro il fianco della nave, sono stati attimi terribili, sembrava di cadere nel vuoto”. Due musicisti stavano suonando quando è scoppiato il dramma. Lei è Monica Santini, di Piombino: “Ho sentito la nave inclinarsi. Stavamo suonando. La gente correva dappertutto. Ci hanno fatto mettere i giubbotti di salvataggio e poi ci hanno fatto andare sul ponte 4. Sono 12 anni che lavoro sulle navi Costa, non era mai successo niente”. Francesco e Caterina di Cutro, in provincia di Crotone erano in viaggio di nozze: “Ce la ricorderemo per sempre la luna di miele. Abbiamo sentito come uno sfregamento. Ci hanno detto che era un black out, ma si sentiva che eravamo andati a sbattere contro qualcosa. Noi abbiamo capito subito, perchè la nave si è inclinata. Siamo corsi alle scialuppe ma il personale ci diceva di tornare nei saloni. Per fortuna non gli abbiamo dato retta. Abbiamo visto la morte negli occhi”. Luigi viene da Bari: “Ci hanno lasciato allo sbando. Era il panico generale. Anche lo stesso personale di bordo era completamente disorganizzato. Non avevano disposizioni su cosa fare”.