Sciagura del mare al Giglio, Costa Crociere è sconvolta

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E’ già stata avviata un’inchiesta amministrativa sulle cause dell’incidente in mare che ha coinvolto la Costa Concordia e anche sul soccorso ai passeggeri da parte dell’equipaggio. Lo rende noto la capitaneria di porto di Livorno, che sta coordinando le operazioni in mare in soccorso alla nave. Già acquisiti tracciati e orari.

Morte per annegamento. Questa, secondo fonti sanitarie, è la causa del decesso dei tre uomini i cui cadaveri si trovano ora nell’obitorio dell’ospedale di Orbetello. Sulle salme sono in corso accertamenti medico legali. Molti passeggeri si sono gettati in mare dopo l’incidente per salvarsi. Sono 3 e non 6 le persone morte e 14 i feriti nell’incidente che ha coinvolto la nave Costa Concordia. Lo ha detto il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi: “Sono 3 i morti accertati” ha detto, spiegando che inizialmente, nella concitazione dei soccorsi stanotte, le notizie arrivate parlavano di un bilancio di 6 morti.
“Eravamo partiti da Civitavecchia da due ore e mezza ed eravamo tutti a cena quindi vestiti in maniera elegante, in quanto era la prima cena alla quale ha partecipato anche il comandante. Ad un certo punto abbiamo sentito un boato al quale è seguito un black out”. E’ il racconto dell’incidente sulla nave Costa Concordia fatto dalla giornalista Mara Parmegiani Alfonsi, imbarcata sulla nave per seguire un evento moda. Uno squarcio lungo almeno 70 metri sulla fiancata di sinistra e un’inclinazione di 80 gradi dalla parte opposta. Si presenta così la Concordia. A bordo della nave sono in corso le operazioni di soccorso con i vigili del fuoco alla ricerca di eventuali dispersi. La nave è a ridosso degli scogli. Una squadra composta da uomini della Guardia Costiera e dei Vigili del fuoco sta compiendo un’ispezione accurata a bordo della nave Costa Concordia per accertare che tutte le persone che erano a bordo siano state evacuate. Venti persone a bordo della Concordia non potevano in alcun modo essere trasferite a bordo delle scialuppe e sono state salvate con un elicottero della Guardia Costiera. Una “tragedia che sconvolge”. Costa Crociere definisce così l’incidente avvenuto nella notte a Costa Concordia. “Il primo pensiero – si legge in una nota diffusa dalla compagnia genovese – va alle vittime: vogliamo esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai loro famigliari e amici”. In una nota l’azienda ringrazia anche le autorità e i cittadini dell’isola dell’arcipelago toscano “che si sono prodigate – si legge – nelle operazioni di salvataggio e assistenza agli ospiti e all’equipaggio”. I primi naufraghi giunti al Giglio sono stati ospitati all’interno della chiesa di San Lorenzo e Massimiliano, che il parroco ha aperto per l’occasione, in mancanza di altri ripari immediatamente disponibili. La gente vi si è accampata alla bell’e meglio appena scesa dalle scialuppe, donne in abiti eleganti con le scarpe con i tacchi in mano appoggiate ai confessionali, bambini impauriti e assonnati sdraiati sui banchi. Il trasbordo è ormai quasi completato, ma l’isola del Giglio è troppo piccola per dare ospitalità a 4.200 persone spuntate improvvisamente dal mare. La Regione Toscana ha subito attivato un piano di soccorsi. Gli ex passeggeri della Concordia saranno trasportati per mezzo di traghetti a Porto Santo Stefano. ”Stavamo cenando quando è andata via la luce, abbiamo sentito un colpo e un boato, e le stoviglie sono cadute per terra”. Comincia così il racconto di Luciano Castro, uno dei testimoni dell’incidente occorso questa sera alla nave Costa Concordia incagliata al largo dell’isola del Giglio, i cui passeggeri, al momento, sono in viaggio verso terra a bordo delle scialuppe di salvataggio. Primo spavento verso le ore 21:30, un paio d’ore dopo la partenza da Civitavecchia. Nel salone ristorante una donna incinta grida, qualche bimbo piange. Poi torna la corrente e il comandante comunica che c’e’ stato un guasto al generatore elettrico, e che si provvederà ad aggiustarlo in fretta. Qualcuno però, si accorge che la nave si e’ inclinata, ”strano per un guasto elettrico”, e il bicchiere non sta più dritto sul tavolo. Si attendono altre comunicazioni. Arriva l’invito ad indossare i salvagente e concentrarsi sul ponte, davanti alle scialuppe. ”Solo una misura preventiva” – rassicura l’equipaggio, sempre secondo i testimoni – ma sulla nave, su cui viaggiano numerose famiglie con bambini, comincia a spargersi una certa preoccupazione. Infine, si ode il segnale di abbandono nave, 7 squilli brevi e uno lungo, si calano le scialuppe, mentre ancora si parla solo di guasto elettrico, e l’ allarme aumenta, anche se la compagnia rassicura dicendo che non c’è alcun pericolo. In effetti, almeno finora, non si ha notizie di feriti, nè di contusi. Alla fine arriva la conferma che la nave si è incagliata e che sta imbarcando acqua. Qualche spintone per salire sulle scialuppe sovraffollate, pianti e grida. ”Scene da Titanic”, commenta Mara Parmegiani, giornalista, come Castro, e anche lei per caso tra i crocieristi della Concordia. ”Si era capito subito che la nave aveva urtato qualcosa – sottolinea – altro che guasto elettrico!”.