Ecco l’Albo delle imprese agromeccaniche lombarde

Le imprese agromeccaniche lombarde possono finalmente contare su un proprio Albo professionale, destinato a valorizzare il fondamentale apporto che il contoterzismo agricolo offre al settore primario nella regione con il Pil agricolo più elevato d’Italia.

È questo il risultato della definitiva approvazione del nuovo Testo Unico dell’Agricoltura, adottato all’unanimità dal Consiglio regionale lombardo alla vigilia della chiusura dei lavori prevista per le festività natalizie.

Puntuale è arrivato il plauso di Confai Lombardia, associazione regionale dei contoterzisti agrari, che nelle settimane precedenti la discussione in aula aveva più volte sollecitato l’introduzione di specifiche norme in materia. “Mi preme innanzitutto evidenziare – ha commentato Leonardo Bolis, presidente lombardo e nazionale di Confai – l’enorme lavoro preparatorio svolto dall’VIII^ Commissione del Consiglio regionale lombardo, presieduta da Carlo Saffioti, il cui frutto è un atto legislativo che riunisce e, al tempo stesso, semplifica e innova una serie di norme stratificatesi nel corso degli anni in materia agricola”.

Confai evidenzia, tra i punti di forza del nuovo provvedimento, l’attenzione per i giovani agricoltori e per le specificità dell’agricoltura delle zone svantaggiate, così come gli sforzi compiuti per una maggiore tutela del suolo agricolo, delle produzioni di qualità e della filiera corta.

“Ma ciò che in particolar modo riempie di soddisfazione la categoria che rappresentiamo – ha aggiunto Bolis – è il riconoscimento del ruolo svolto dalle imprese agromeccaniche come soggetti operanti a pieno titolo nel settore agricolo mediante realtà professionali qualificate, siano esse organizzate in ditte individuali, società, cooperative o consorzi. Le norme dedicate alla figura dell’imprenditore agromeccanico, che cominceranno a produrre i propri effetti a partire dal prossimo 13 gennaio, hanno indubbiamente come punto di riferimento la decisione di istituire presso la giunta regionale un Albo delle imprese agromeccaniche lombarde. Sotto questo profilo la Lombardia si conferma ancora come regione apripista: auspichiamo che anche a livello nazionale si segua tale impostazione”.

Quest’ultimo provvedimento dovrebbe dare inoltre un colpo decisivo ad uno spiacevole fenomeno legato al mercato sommerso, che vede attualmente un certo numero di operatori non professionali offrire servizi agromeccanici di scarsa qualità e in dubbie condizioni di sicurezza.

“Con questa presa di posizione – sottolinea il coordinatore di Confai Lombardia, Sandro Cappellini – la Regione ha mostrato di capire fino in fondo il ruolo del contoterzismo nella moderna agricoltura professionale. Non dimentichiamo infatti che in Lombardia la quasi totalità delle aziende agricole operanti nelle filiere principali, dai seminativi alle colture industriali,  ha scelto di “terziarizzare” una o più operazioni sul campo. I contoterzisti lombardi effettuano ormai più del 98% della raccolta di soia e cereali e oltre il 70 % delle altre lavorazioni in campo nelle aree di pianura”.

“È il fenomeno della cosiddetta agricoltura in outsourcing – fa notare Enzo Cattaneo, segretario regionale di Confai – che sta generando di fatto, nelle aree più avanzate del nostro Paese, una nuova tipologia di azienda agricola: si tratta di quelle grandi aggregazioni di terreni che ruotano attorno ad ognuna delle aziende agromeccaniche professionali le quali, applicando idonee economie di scala, favoriscono sinergie gestionali tra i clienti-agricoltori, promuovendo la nascita di forme di collaborazione su ampia scala”.

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