Tegola sul governo Monti, si dimette il sottosegretario Malinconico

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Ha gettato la spugna il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Malinconico. La decisione è arrivata al termine di un incontro a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti convocato dopo le polemiche per le spese all’hotel Pellicano di Porto Ercole nell’Argentario pagate a Malinconico da Francesco De Vito Piscicelli. Si tratta del costruttore indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla”cricca” per gli appalti del G8 e finito nella bufera dopo un’intercettazione nella quale confessava di aver reagito con una risata alla notizia del terremoto in Abruzzo.

Il sottosegretario, secondo un rapporto dei Ros del 2009, avrebbe usufruito di vacanze per quasi 20 mila euro. Secondo le intercettazioni riportate nelle carte, a quei soggiorni fanno riferimento colloqui tra Malinconico e Angelo Balducci, poi finito al centro dell’inchiesta sui grandi appalti. Nella nota l’ex presidente della Federazione editori spiegava di non aver “mai fatto favori ai personaggi coinvolti” e di aver appreso “solo ora che Piscicelli avrebbe pagato di propria iniziativa e per ragioni a me del tutto ignote alcuni dei miei soggiorni presso la struttura alberghiera”. Il sottosegretario, precisa una nota di Palazzo Chigi, pur ribadendo la correttezza del proprio comportamento ha rassegnato le dimissioni “per poter meglio difendere la propria immagine e onorabilità in tutte le sedi, nonché per salvaguardare la credibilità e l’efficacia dell’azione del Governo”. Il Presidente del Consiglio, nell’accettare le dimissioni, avrebbe manifestato a Malinconico il suo apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato nell’anteporre l’interesse pubblico ad ogni altra considerazione.