Orrore a Castelvolturno trovato il cadavere martorizzato di Pietro Moscato

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La vittima, aveva ventitrè anni e da venti giorni di  lui non si sapeva più nulla. L’ultima traccia risaliva al sedici dicembre quando fu visto a bordo della sua moto, una Honda sh nera. Proprio pochi giorni addietro, il tre gennaio, familiari e amici avevano organizzato una veglia di preghiera in una chiesa all’interno di Villaggio Coppola.

Il cadavere di Pietro Moscato, che lavorava in una comunità per i disabili a Baia Verde, è stato ritrovato in mattinata dalla polizia in un laghetto attiguo al complesso turistico Hyppocampos, a Castel Volturno, in provincia di Caserta.

Secondo gli investigatori il delitto potrebbe essere collegato alle dinamiche delinquenziali della zona, probabilmente a uno sgarro commesso dalla vittima nei confronti di malavitosi, di un sottobosco criminale dedito ad affari sporchi.

Il cadavere si trovava sul fondo del laghetto ed è stato recuperato dai sommozzatori. Secondo un primo esame compiuto dal medico legale, Pietro Moscato, è stato ucciso con numerose coltellate e successivamente è stato legato mani e piedi ad alcune pietre perchè il suo corpo affondasse nel laghetto, profondo circa due metri. Gli investigatori ritengono che l’omicidio sia stato commesso il giorno stesso della scomparsa del giovane, il 16 dicembre, ma l’autopsia dovrà confermare questa circostanza.

Sulla sponda del laghetto sono state anche trovate tracce di sangue; dovrà essere tuttavia accertato se Pietro Moscato sia stato assassinato sul posto o altrove e il corpo portato dove è stato rinvenuto. Come detto, gli investigatori hanno raccolto elementi secondo i quali il giovane si era inserito in maniera maldestra nel contesto criminale della zona di Castel Volturno, infastidendo probabilmente le persone che lo hanno ucciso.