Dramma Fincantieri 3670 posti di lavoro a rischio

Se non c’è più nulla da costruire, allora l’unica prospettiva possibile è quella della cassa integrazione per tutti. Fincantieri si “cautela” di fronte alla prospettiva sempre più nitida di non avere più niente da fare a Sestri da marzo del prossimo anno, quando sarà partita la “Oceania Riviera”. Così, di fronte ai sindacati, annuncia la sua intenzione di chiedere al ministero la cassa integrazione straordinaria per due anni per tutti i 741 dipendenti di Sestri. è il picco massimo previsto ed è compreso all’interno di un quadro nazionale, ufficializzato a Roma al comitato consultivo paritetico, che prevede cassa integrazione straordinaria per 3.670 unità.

Il quadro è cambiato in peggio, come dimostrerà fra breve anche lo studio commissionato all’advisor Roland Berger. Tutta la cantieristica soffre, così come tutti gli altri settori produttivi. La crisi non risparmia proprio nessuno. Fincantieri resiste grazie ad una ritrovata leadership mondiale nel settore delle navi da crociera e un buon carico di ordini sul militare. Ma chiaramente questo non basta per mantenere in piedi l’intero impianto, fanno capire i rappresentanti del gruppo. Da qui la richiesta al governo di sostenere per altri due anni le difficoltà del gruppo. Sestri, da questo punto di vista, rischia di pagare il prezzo più alto, insieme ad Ancona e a Castellammare. Ma anche Marghera andrà incontro a una lunga stagione di sacrifici.

E intanto lunedì gli operai sciopereranno per otto ore per dire no a questa ipotesi. Ma di certo non basterà ad un’Italia sull’orlo della crisi più buia aggravata da un Governo Monti che pensa solo a “spolpare” gli italiani fino all’osso e ci poterà di questo passo peggio della Grecia, basti entrare nei supermercati e provare a fare la spesa o guardare ai distributori del carburante il prezzo del rifornimento alle stelle.

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