Ospedali battaglia nella Piana di Gioia Tauro

Il sindaco di Polistena Michelangelo Tripodi difende al mattino a mezzo stampa l’ospedale Martiri d’Ungheria. Il pomeriggio gli fa eco il collega di Gioia Tauro, Renato Bellofiore, che difende l’ospedale della città portuale reggina Giovanni XXIII. E’ una battaglia senza tregua a colpi di annunci a mezzo media da parte dei sindaci della Piana, il tutto mentre la Regione Calabria ha deciso per un nuovo ospedale da costruire a Palmi. La regione è disseminata di vicende similari. Basta spostarsi nella vicina provincia di Vibo Valentia ed il problema si ripropone con Serra San Bruno, Tropea e Soriano. E con un ospedale a Vibo Valentia fatiscente e l’attesa da anni di una nuova struttura che mandi in pensione il Jazzolino.

Ma su tutte la “questione sanitaria gioiese” rappresenta, per come la definisce Bellofiore, “una bomba ad orologeria”, anche se in realtà è una guerra di campanile che non giova a nessuno, anzi favorisce la spoliazione degli ospedali. E’ sempre la stessa storia che si ripete con i politici che non trovano un punto d’accordo, che si arrabbiano davanti ai taccuini dei giornalisti salvo poi dividersi e non difendere di fatto il territorio.

Gli ospedali della Piana sono destinati ad un binario morto così come è per Oppido Mamertina, Cittanova e Taurianova. Sono arrivati a questo punto per colpa di una classe politica che ha pensato bene a speculare. E se non si finisce con le diatribe la stessa fine rischiano sia Polistena che Gioia Tauro. E poi perché nascondersi dietro un dito: la Sanità è in rosso. In Calabria la parola d’ordine è “tagli”, motivo per cui il lamentio sui media serve a poco. Bisogna passare alle proposte concrete e fattibili, a far pesare una ed una sola voce.

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