Solo la lettura ci salverà

Udine dove io risiedo, è una graziosa e linda città, per me che provengo dal Sud, è un angolo di paradiso e non so per quanto ancora, distante dal caos che altre realtà drammaticamente già conoscono. A Feletto Umberto, è appena fuori dalla periferia nord di Udine, dove tutte le mattine m’incontro con i miei carissimi amici Rinaldo Zilioli e Massimo D’Andrea, per orari diversi, consumo il primo caffè con Rinaldo al bar da Francesco che ci accoglie con il suo solito grande sorriso. Immancabilmente il discorso va a finire sulla politica, chiaramente ci troviamo d’accordo sul fatto che la società italiana sta affondando sempre più in un pantano che alla fine la soffocherà; insomma un guazzabuglio che dura da anni nel corso del quale nulla di serio è stato fatto per le famiglie. Noi popolo italiano assistiamo inermi e senza nulla poter fare agli aumenti delle assicurazioni ( RCA), dei carburanti, delle sigarette, dei bolli auto, siamo tartassati da ogni parte; mentre “loro” pensano  più a farsi la guerra che a concertare qualcosa da realizzare veramente. E’ una situazione assurda, ma voluta, perché non dobbiamo dimenticare che il torbido fa comodo e come.

Ma se guardiamo bene, il problema più grande di questa società oltre l’aspetto economico è la trascurata o nella peggiore ipotesi  la perdita della cultura.

Tutte  le storie che giornalmente la  televisione ci propina o su internet sono tutte uguali e perlopiù non hanno moralità; il guaio è che sono seguite e per queste non si leggono più libri.

Ma vi ricordate quanto bello era sdraiarsi su un divano a leggere un libro?

Un buon libro coinvolge mentre la televisione fa e da informazione con la sua immediatezza  ci allontana e ci divide, ci rende peggiori indifferenti.

La verità è che tutte le storie, gli aneddoti raccontati dalla televisione tendono sostanzialmente a soddisfare il nostro appetito.

E’ un sistema quello usato dalla televisione che ci fa pensare che tutte le storie, le informazioni, siano di grande rilevanza o perlomeno interessanti ( è solo pappa), e non sono mai finite e se non vengono più trasmesse o interrotte non è perché queste si siano concluse ma semplicemente perché sono state soppiantate da altre storie più recenti o più sensazionali. Così nascono come funghi nuove trasmissioni in cui animati bla,bla,bla di gente esperta di famiglia, di psicologia e filosofia, d’infanzia e chi più ne ha più ne metta è pronta ad esprimere inutili ed insignificanti giudizi, pareri, concetti. Insomma altro non sono che spettacoli di un infinito blaterare dove ognuno cerca di affermare che una determinata cosa sia migliore dell’altra o che una sia vera e l’altra è falsa: un gran casino!

La colpa è tutta dei media che con queste storie di poco conto e valore morale, hanno drogato questa società e decurtato il suo tempo che una volta dedicava alla lettura; in realtà non offrono nulla, ma solo amoralità.

Nella narrazione di un romanzo c’è sempre una forte componente etica alla quale lo scrittore presta molta attenzione e questa componente non sta in quella che potrebbe essere una contrapposizione tra una verità o la falsità, ma sta nell’intensità di un verso o nella capacità di coinvolgere che ha la storia e del suo finale che per me è l’opposto del modello fornito dalla televisione, ottuso e demenziale.

Vale a dire che la televisione offre in forme diverse una verità che non esiste, che lo scrittore invece sostiene continuamente nella sua storia.

Se non vogliamo morire soffocati da questa spazzatura bisogna che si torni ad essere più morali, di evitare di assistere a certi spettacoli di un infinito bla,bla,bla, tenendo spenta la televisione.

Gli scrittori quindi assolvono un utile e anche necessario compito etico in questo mondo estremamente ridotto sia in termine di spazio che di tempo e i personaggi inventati agiscono quindi in un tempo stabilito.

Tutte le storie ascoltate e vissute nella televisione sono dunque tanti e diversi destini di sconosciuti gettati in pasto ad una platea circoscritta e poi nazionale che saranno giudicati e condannati, anticipatamente da quel tremendo e ottuso bla,bla,bla; pochissimi o quasi zero i risparmiati.

Quindi vi consigli vivamente di spegnere la televisione e di tornare assieme a nostri figli a tenere in mano un buon libro e di pensare quando lo si tiene quel libro a cosa ci sia dietro di esso; c’è la scrittura, solitudine, silenzio e riflessione ma anche barriere da superare come la lingua e la traduzione. Mentre la televisione ( il moderno) abbatte le barriere e supera le distanze ed ha un accesso immediato nelle famiglie, però appiattisce nello stesso tempo la cultura.

Personalmente non amo e non stimo questo “moderno” perché tendente ad uniformare, tutto e tutti rendendoci tremendamente uguali.

Credo che per salvarci da questo nulla sarà proprio il buon vecchio libro con le pagine sottolineate, le orecchie agli angoli, col suo profumo…. Che sa di noi e sta con noi!  Meditate….

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