Autrici a confronto al castello di Calenzano

Giovedì 22 alle ore 21:00 Autrici a confronto al Castello di Calenzano (FI), presentazione delle pubblicazioni dell’Archivio dei testi del Teatro delle Donne: Catalogo di Testi e Dizionario delle autrici di Teatro, a cura di Rossella Pettinati – presidente della Commissione Regionale per le Pari Opportunità e Maria Cristina Ghelli – presidente del Teatro delle Donne. Il Teatro delle Donne – Centro Nazionale di Drammaturgia da venti anni promuove il teatro delle donne in Italia ed in particolare s’impegna per far conoscere le autrici di teatro che sono ben poco note e i cui testi non sono quasi mai pubblicati. L’archiviazione, la documentazione, il rendere visibile il lavoro delle donne in teatro sono strumenti perché le donne, anche in ambito culturale, non continuino a “vincere battaglie, ma perdere la Storia”. Abbiamo perciò realizzato un archivio che mette a disposizione informazioni esaurienti sui testi e sulle autrici di teatro che può essere facilmente consultato da chi vuole mettere in scena un testo o fare una ricerca sulla drammaturgia contemporanea delle donne. Una Commissione è stata all’inizio incaricata di stabilire i criteri di inserimento in archivio dei testi e le linee generali dell’attività del nostro centro. Della Commissione hanno fatto parte Dacia Maraini, Barbara Nativi, Lucia Poli, Valeria Moretti, Donatella Diamanti. L’archivio grazie al Comune di Calenzano da alcuni anni ha una sua sede in via Mascagni 16, presso l’ex scuola elementare Mascagni-scale. In occasione del 20° anniversario del Teatro delle Donne presentiamo la pubblicazione aggiornata del Catalogo che comprende oggi 932 testi schedati, le autrici che li hanno scritti sono 183, 119 quelle che hanno inviato i loro curricula che vengono quindi pubblicati nel Dizionario delle autrici. Un grande e prezioso contributo per il teatro italiano e per la cultura in generale. Il nostro auspicio è che queste due pubblicazioni possano costituire un valido supporto alla promozione delle attività delle autrici di teatro sia in ambito teatrale che universitario ed in generale ad una maggiore conoscenza della cultura delle donne nel nostro paese.

LETTURE:

PARI OPPORTUNITA’di Silvia Calamaicon Monica Bauco e Gabriele GiaffredaLA RESTAURATRICE DI MATRIMONI di Donatella Diamanticon Katia Beni e Letizia PardiLA BADANTE – UNA STORIA DI FANTASMI di Laura Forticon Beatrice Visibelli, Vania Rotondi, Martina Tattini FESTA PER IL 20° ANNIVERSARIO DEL TEATRO DELLE DONNE La serata è realizzata con il sostegno dalla Commissione Regionale Pari Opportunità – Consiglio Regionale della Toscana
PARI OPPORTUNITA’di Silvia Calamaicon Monica Bauco e Gabriele Giaffreda Il testo presenta una serrata riflessione, a tratti comica, a tratti drammatica, a tratti sarcastica, sui rapporti tra donne e uomini, alla luce di una male intesa etichetta di ‘pari opportunità’. Storie piccole, brevissime, quasi istantanee di uomini e donne alle prese con la vita di coppia e la solitudine, soprattutto dentro la vita di coppia; immagini di donne sempre pericolosamente in bilico tra figli, lavoro e carriera (fare figli e fare carriera sono verbi non coniugabili in contemporanea); voci che s’interrogano sul rapporto tra sfera pubblica e sfera privata; creature femminili che si affannano dietro alla gestione della casa, del lavoro, degli orari; uomini che non picchiano mai nessuna compagna e uomini che invece picchiano piano, con una violenza sottile e strisciante, in grado di spingere compassati uomini delle forze dell’ordine a dire “Signora, ci parlo io con suo marito, ci parlo io. Torni a casa tranquilla” e poi a ribadire, con sollievo, ad altri uomini: “Questa donna da me non è più tornata”. Storie che puntano il dito anche sulla difficoltà, da parte delle donne, di riconoscere dove esattamente comincia la discriminazione o la violenza; storie che cercano di indagare quella sottile linea di confine che passa tra un rapporto difficile ma ancora ‘alla pari’ e un rapporto sbilanciato, in cui un essere subisce, sottomesso, e l’altro essere invece sottomette. Storie che provano a raccontare della difficoltà di dar voce al proprio vissuto, troppo spesso censurato, cancellato, mai detto. Ci sono donne che sperano di diventare presto vedove e che pur tuttavia non hanno il coraggio di presentarsi ai centri antiviolenza (“Come gli alcolisti anonimi? No, mi vergogno. Non fa per me”) e che aspettano che il compagno cambi atteggiamento (“Forse questa è la volta buona”) e intanto presentano disturbi, smettono di dormire, si ammalano.Il testo tuttavia non vuole difendere la donna a tutti i costi – non è il vessillo di un desueto e stanco femminismo: al contrario, l’obiettivo principale che si propone è quello di mettere sotto la lente d’ingrandimento le contraddizioni che agitano i rapporti tra uomini e donne. Anche per questa ragione ben si presta ad essere rappresentato in contesti didattici.

Silvia Calamai

Linguista e drammaturga, è autrice di testi teatrali, radiodrammi e di una serie di racconti editi; altre pubblicazioni riguardano gli studi di linguistica condotti. Suoi racconti e testi teatrali – per i quali ha avuto premi e segnalazioni in alcuni tra i più importanti concorsi nazionali di drammaturgia – sono stati pubblicati in riviste quali «Théatron», «ClanDestino», «NarraSud», «Drammaturgia», «Paragone», «Hystrio», «Ridotto», «Antologia Vieusseux». Con Michael Marmarinos ha scritto il testo Inno Nazionale (Intercity Atene, 2002). Sempre per il teatro: Ancora (Primo premio con menzione speciale da parte della Regione Toscana al concorso Scuola Droga Prevenzione, 1991); Luci e ombre (Primo premio della sezione Giovani Autori del Premio Nazionale per radiodrammi Candoni Arta Terme, 1992); Ultima stazione (Primo premio al Concorso Nazionale per copioni teatrali Vito Pandolfi, 1994); Difficilmente, la notte (Finalista Premio Candoni Arta Terme, 1997); Borotalco (Secondo premio al Concorso Nazionale di Satira per Donne, Provincia di Venezia, 1999); Il mare da tutti i lati (Prima segnalazione Premio di Drammaturgia Oddone Cappellino, Festival delle Colline Torinesi, 2000); Trincea di Signore. Cronache da un assedio (Finalista Premio Riccione per la Nuova Drammaturgia, 2001; Primo Premio nella sezione Under 32 Premio Battipaglia per la drammaturgia nazionale, 2002; Segnalazione Premio Calcante Società Italiana Autori drammatici, 2002); Da uno a dieci (Premio Letterario nazionale per un racconto inedito Le storie del Novecento, 2002); Congelata (2004); Dalle Stelle. Cortocircuiti accademico-scientifici (Premio di Drammaturgia Don Chisciotte sul tema Teatro & Scienza, 2003; Premio Calcante SIAD-Società Italiana Autori Drammatici, 2005); Voci d’aria (Finalista Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia Europea, 2003; Finalista Premio Fondi La Pastora per la scrittura drammatica, 2004; Finalista Premio Nuovi Sentieri, Napoli, Teatro Bellini, 2004; Finalista Premio di scrittura teatrale femminile Inner Wheel Roma Romae, 2005); Fine stagione (Premio teatrale Fondazione Alinari Piero Alinari, 2006); Voci del verbo fare : donna lavoro (2009). E’ ricercatore di Glottologia e Linguistica Generale pressola Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Siena e collabora dal 1999 con il Laboratorio di Linguistica della Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha tenuto lezioni e seminari su tematiche di sociolinguistica, fonetica sperimentale, lingue teatrali in università italiana ed europee. E’ inoltre docente di Drammaturgia presso la Scuola Nazionale di Scrittura Teatrale fondata da Dacia Maraini.

letture

La Restauratrice di Matrimoni di Donatella Diamanticon Katia Beni e Letizia Pardi Una storia intensa, dove il disamore esistenziale della bella e giovane protagonista – scaturito dalla tragedia che ha sconvolto la sua vita e distrutto il rapporto tra i genitori – trova il suo compimento attraverso la bizzarra attività che un’insolita Agenzia le propone: rimettere in piedi matrimoni appassiti dall’abitudine e dalla noia.Tra scene tragicomiche e situazioni grottesche scopre di possedere un certo talento per questa stravagante professione di “restauratrice” che, grazie a singolari incontri e complicità, le restituisce un insperato disgelo emotivo. Abilmente sospeso tra favola e commedia,l’originale romanzo conferma le doti da sempre apprezzate nell’autrice: capace di una scrittura intensa, che sa imprimere un ritmo perfetto alla trama, catturare il lettore fino alla fine della storia.Come una partitura musicale ascoltata d’un fiato.

Donatella Diamanti

Scrittrice, drammaturga e sceneggiatrice per la TV e per il cinema.Dopo la Laureain Lettere e un’intensa e prolifica attività di ricerca, nel 1992 debutta in teatro in qualità di drammaturga, con uno spettacolo rivolto ai ragazzi dal titolo Non siamo quelli della via Paal. Attenta alle problematiche giovanili e della prima infanzia, scrive molti testi per il teatro giovani, al quale affianca anche una produzione di testi per il teatro ‘serale’. Tra gli altri spettacoli: Fuori di me, Bulle&impossibili, Indovina da chi andiamo a cena?, Le bugie di Anna e Chiara (Premio Speciale ETI). Dal 1993 al 2001 ricopre il ruolo di drammaturga e responsabile alla cultura e alla formazione presso la Fondazione Sipario/Toscana.Con Katia Beni scrive il romanzino comico Renzino mon amour (Firenze : Loggia de’ Lanzi, 1996). Cura la drammaturgia di Finché non torni e Scimmie blu, studi produttivi del Progetto di ricerca e produzione teatrale sugli stili di vita della generazione techno, realizzato da Fondazione Sipario e Gruppo Abele (2001).Nel 1999 inizia la collaborazione con la casa di produzione Pearson Television – poi Grundy Italia e oggi Fremantle Media – dapprima in qualità di dialoghista per la soap opera Un posto al sole e successivamente come sceneggiatrice per la serie La Squadra, di cui diviene nel 2001 script editor e dal 2003 al 2006 coordinatrice del reparto scrittura. Sempre nel 2006 la Grundy le affida il coordinamento della serie Medicina Generale, lavoro che la vedrà impegnata fino al 2008 assumendone anche la Direzione artistica. Nel 2007 scrive, sempre per Grundy Italia, la miniserie Liberi di Giocare. Nel 2008, ancora per Grundy Italia, assume il ruolo di Head of drama che ricopre fino al 2010. Nello stesso anno coordina il reparto sceneggiature per la serie Le due facce dell’amore.Nel 2009 debutta in cinema, sceneggiando con Mario Cristiani, Pina Mondolfo e Donatella Maiorca, il film Viola di mare con Isabella Ragonese e Valeria Solarino (Premio come miglior film al Nice Film Festival di New York 2009).Attualmente collabora con la casa di produzione televisiva e cinematografica TAO2 di Pietro Valsecchi come Head Writer di Distretto di polizia 12.Ha pubblicato i suoi racconti nella trilogia Cuori di Pietra, Facce di Bronzo e Corpi, collana edita da Mondadori a sostegno delle campagne a favore delle Donne d’Africa; e nella raccolta Alle signore piace il nero per Sperling & Kupfer. Nel maggio 2010 il suo primo romanzo La restauratrice di matrimoni, edizioni Sperling & Kupfer; tra i molti incontri di presentazione si ricordano: Milano, Roma, Bologna, Pisa, Carrara, Firenze, Siracusa, Catania.E’ Docente di Sceneggiatura presso il Centro Sperimentale Cinematografia, Dipartimento Lombardia e Sicilia.
letture  LA BADANTEuna storia di fantasmidi Laura Forticon Beatrice Visibelli, Vania Rotondi, Martina Tattini Svetlana, detta Caterina, da dieci anni presta servizio come badante dalla Signora. Un legame consolidato nel tempo, fatto di abitudini e cadenzato dallo svolgimento del “programma” di pulizie.Ma un giorno nella casa arriva Roxana, la figlia di Svetlana, incinta. La presenza della ragazza risveglia nelle due donne fantasmi, ricordi e conflitti irrisolti. La Signora ha perduto sua figlia, Silvia, la cui presenza aleggia costantemente, e Svetlana ha dovuto abbandonare la propria madre morente in Romania.La giovane Roxana non è disposta a vivere come la madre, non vuole prendere ordini, le rinfaccia di averla lasciata per inseguire un sogno di ricchezza e reclama il suo diritto ad essere “visibile” e non un fantasma. La storia riflette sul ruolo che gli immigrati hanno nella nostra società e nel nostro immaginario, ma anche sul rapporto madre figlia e, più in generale, sul concetto di amore. La Signora, metafora di un Occidente ingordo, inaridito e incapace di amare chiede costantemente attenzioni e affetto alla sua badante, privandola di un’esistenza propria. Un furto di vita che si rinnova giorno dopo giorno, nel silenzio e nell’indifferenza degli altri.  Laura FortiNel 2001 havinto il Premio Betti con Pesach/Passaggio, pubblicato da Bulzoni. Finalista due volte al Premio Enrico Maria Salerno (nel 1998 Premio speciale della Critica con Le Nuvole tornano a casa, nel 2003 con La Cantina), ha vinto il Premio all’Autore Enrico Maria Salerno nel 2007 con La Badante/Una storia di fantasmi e il Premio Teatro e Shoah 2008 con il testo Sulla pelle. Ha vinto il Premio Castello di Serravalle con il monologo Nema problema. Il suo monologo Dimmi – una storia mai scritta, commissionato per la Giornata della Memoria della Shoah (27 gennaio 2003) dal Comune di Firenze, è stato rappresentato in numerose città italiane (Firenze, Arezzo, Torino, Milano, Modena, Cagliari, Lecco, Riccione etc). Il racconto Dimmi ha vinto nel 2003 il Primo Premio al concorso letterario Le storie del Novecento, indetto dall’Istituto Storico della Resistenza di Alessandria (ISRAL) e il rinomato premio di drammaturgia indetto dalla European Association for the Jewish Culture di Londra. Molti dei suoi testi sono stati pubblicati dalla rivista «Sipario». Tuttavia è all’estero che Laura Forti si è davvero affermata ed ha ottenuto i maggiori riscontri sia dal pubblico che dalla critica. Nel 2002 Le Nuvole tornano a casa è stato selezionato tra i finalisti italiani al premio internazionale Vicini e Sconosciuti di Graz (Austria) e nel settembre 2003 è stato pubblicato sulla storica rivista di teatro «Theater der Zeit». Ha collaborato con importanti teatri tedeschi come il Theater Lubeck, lo Junges Theater di Gottingen, il Theatre National de Luxembourg, lo Schauspielhaus di Zurigo. Contemporaneamente in Francia il testo Pesach/Passaggio è stato tradotto grazie alla Fondazione Antoine Vitez e prodotto a Parigi dal Theatre de la Ville con la regia di Lukas Hemleb. Con il testo Terapia antidolore è stata selezionata alla rassegna Carte Blanche organizzata da ETI e ONDA presso l’Espace Malraux di Chambery nel settembre 2007 e poi in molti altri festival francesi; nel settembre 2009 è stato messo in scena a Parigi al Theatre Manufacture des Abbesses da Yvan Garouel. Il monologo Nema problema è stato selezionato dal comitato di lettura del Theatre National de Strasbourg e qui rappresentato nel dicembre 2007. Nell’aprile 2009 è approdato alla Comedie Francaise, al Theatre Vieux Colombier e nel 2010 è stato allestito da Alain Batis, Compagnie Mandarine Blanche. Il testo La Badante/Una storia di fantasmi è stato scelto per rappresentare l’Italia al Festival di Drammaturgia Europea Contemporanea a Santiago del Cile nell’agosto 2008 e nel gennaio2010 ha debuttato a Vienna con la regia di Alex Reiner del gruppo Dielammer.Lukas Hemleb, regista di casa nei maggiori teatri europei, ha definito così Laura Forti in un’intervista a L’Express di Parigi (1.11.2004) “Ho scoperto Laura Forti tre anni fa. Il suo modo di scrivere e le sue tematiche mi hanno affascinato subito. Una scrittura emancipata, che si è sbarazzata di stilemi ormai diventati repertorio di routine in un gran numero di autori contemporanei, in fatto di codici e rottura di codici, di decostruzione e di ricostruzione. Questa autenticità, così rara oggi, mi ha subito affascinato”.La scheda stampa del Theatre de la Ville la presenta come “dotata di umorismo, di una vitalità truculenta, di curiosità e simpatia nei confronti dei suoi personaggi, come del suo prossimo”. La rivista «Arche» (novembre-dicembre 2004) definisce la sua drammaturgia “chiara e forte, con personaggi che si esprimono con spontaneità”.