Aumento dell’Iva, Conad mantiene i prezzi invariati

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Il 13 maggio 2012 il Consorzio Nazionale Dettaglianti, meglio noto come Conad, compie 50 anni di attività. Era, infatti, il 1962 a Bologna, quando nasceva una delle catene di distribuzione alimentare tra le più conosciute e longeve d’Italia. Ieri come oggi il progetto imprenditoriale ha tra gli obiettivi lo sviluppo della cooperazione tra imprenditori commerciali; il rinnovamento dell’impresa al dettaglio; il rafforzamento della competitività e la redditività delle imprese associate; essere più vicini, con il servizio e la qualità dei prodotti, a clienti sempre più consapevoli del proprio ruolo e dei propri diritti. Conad ha costruito un forte sistema distributivo, diversificato per canali di vendita e con un’ampia offerta di prodotti e servizi. Ha creato una presenza capillare sul territorio nazionale, integrandosi perfettamente nelle tante realtà in cui vivono i clienti. Ai vertici Conad recentemente è approdato un giovane imprenditore di Gioia Tauro, nel Reggino, Michele Circosta, nominato vice presidente della società “Pac2000”, che gestisce in Italia circa mille punti di vendita che operano con questo marchio. Circosta, amministratore delegato del supermarket Conad di Gioia Tauro, gestito con alcuni congiunti, è stato designato all’importante incarico nell’annuale assemblea svoltasi al PalaCavicchi di Roma, alla quale hanno partecipato oltre cinquecento soci. Lo abbiamo raggiunto mentre è impegnato nell’ammodernamento del supermarket in Calabria, che dovrebbe essere ultimato per i primi giorni del mese di ottobre. Da sabato è entrata in vigore l’aumento di un punto percentuale dell’Iva ma Conad ha voluto essere a fianco del consumatore. “Conad non ha aumentato i prezzi – ha confermato al giornale il vice presidente Pac 2000 – perché siamo a fianco dei nostri clienti nel contenimento dei costi per fare la spesa”. L’Iva, infatti, per gli alimenti diversi da quelli cosiddetti primari (pasta, pane, biscotti,…) sui cui l’imposta è al 4% e al 10%, è rimasta invariata ma per beni altrettanto importanti, come ad esempio le bevande, l’imposta è passata dal 20 al 21%, con un rincaro che non ha interessato Conad. “E’ stata una scelta precisa fatta dall’azienda – rimarca Circosta – perché noi con la nostra politica aziendale abbiamo l’obiettivo di mettere il cliente a proprio agio, di agevolarlo, di salvaguardare il suo carrello della spesa, che noi definiamo con l’operazione carrello felice”. Una iniezione di fiducia per scongiurare la depressione dei consumi e venire incontro alle esigenze delle famiglie e dare un contributo al rilancio dell’economia. Del resto Conad si è mossa e continua a muoversi per il territorio. Non va dimenticato che lo stesso vice presidente Circosta, in concomitanza dell’alluvione del torrente Budello a Gioia Tauro, il 2 novembre dello scorso anno, si è prodigato per fornire generi alimentari alle popolazioni colpite confermando nei fatti l’impegno della Conad e la sua natura cooperativistica.