Briatico, bambino vola dal balcone illeso la gente grida al miracolo di Natuzza

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B.C. il bambino  di quattro anni di Briatico nel Vibonese, volato dalla finestra della sua abitazione il 23 agosto scorso, poco dopo le 18.00, adesso gioca tranquillo per le strade del suo paese. Appena qualche giorno fa un pauroso volo dalla finestra di casa e la caduta sull’asfalto della strada sottostante, in via Garibadi. Un volo nel vuoto per circa sei lunghi metri che poteva essere davvero letale per il piccolo B.. Adesso, ad una settimana di distanza, la comunità di Briatico, paese del vibonese sulla Costa degli dei, elabora a freddo l’accaduto e i fatti, vede il bambino, percepisce, pensa e grida al miracolo perché il piccolo B.C. non ha riportato nemmeno un graffio, niente sangue, niente lesioni interne o esterne, niente fratture ossee. Il bambino, come si ricorderà, dopo la caduta era stato prontamente soccorso dallo stesso padre, portato prima all’ospedale di Tropea e successivamente trasportato un autoambulanza al nosocomio di Vibo Valentia per esami più approfonditi, per ecografie e tomografie assiali computerizzate, per una serie di consulenze ortopediche, chirurgiche e neurologiche. All’inizio si era pensato al peggio, ad un forte trauma toracico-addominale anche con qualche sospetta frattura . Il primo bollettino medico, la stessa sera dell’incidente, era abbastanza inquietante: “il bambino – avevano spiegato i sanitari – ha avuto una brutta caduta, ma è vigile e cosciente. Apparentemente non mostra una grave sintomatologia e questo, al momento, lascia sperare che non abbia riportato nulla di grave”. Quarantotto ore dopo il piccolo B.C. era con i suoi genitori, con il suo fratellino maggiore, tra gli affetti più cari di amici e parenti, a casa e in giro per le strade di Briatico, a giocare e passeggiare, come prima, come sempre. Una brutta avventura, un brutto ricordo da dimenticare al più presto. Ritornando a quello che oggi si sente raccontare dalla gente di Briatico, quella sera, intorno alle 18.00, a quella stessa ora della caduta, nella vicina Paravati si stava celebrando una messa per l’anniversario della nascita di Natuzza Evolo, che proprio quel giorno avrebbe compiuto 87 anni, una coincidenza forse, una serie di coincidenze troppo evidenti, di riferimenti cronologici che nelle dinamiche della lettura del sacro e della religiosità popolare sono segni importanti che vengono interpretati dalla gente come un filo rosso che comunica con il mondo del divino, segni che devono essere associati con altri segni, analizzati, letti e interpretati dalla gente comune che percepisce tempi e modi. A questo legame non casuale, tra fatto accaduto e la figura della mistica Natuzza Evolo, molti altri associano anche la figura di Santa Rosa. Insistono ancora molti altri Briaticesi, quel martedì, 23 di agosto era dedicato alla festa e al nome di Santa Rosa e la madre del bambino si chiama proprio Rosa: “Santa Rosa e Natuzza sono intervenute, hanno preso dai capelli il piccolo B. e lo hanno poggiato in piedi, sulla strada, dopo il pauroso volo dalla finestra”. Loro ne sono certi. L’altra certezza, questa volta assoluta e reale, è che B. sta bene.