Trieste, la Regione perde occasioni di lavoro per i giovani

“La Regione ha perso una grande opportunità: quella di dare una reale prospettiva lavorativa a centinaia di giovani disoccupati. Ci chiediamo come l’Assessore Brandi possa far passare dei lavori di pubblica utilità quali lo svuotamento delle fontane e pozze di raccolta acque piovane e pulitura delle stesse, la pulizia delle canalette acque di sgrondo, l’allestimento piccole aree per pic –nic, la pulizia da rifiuti, la rifoderatura testi e simili elevate mansioni per opportunità di lavoro per i giovani. È chiaro che si tratta di lavori fondamentali per la comunità; ma si tratta anche di lavori privi di alcun carattere formativo e inadeguati a dare una prospettiva lavorativa a chi li svolge e che infatti erano stati previsti per dare un’opportunità di impiego a chi non ha prospettive di reinserimento nel mondo del lavoro, piuttosto che a coloro che devono costruire il loro futuro. Quello che serve ai giovani non è entrare nel mercato del lavoro facendo i tagliaerba. I giovani che oggi sono fuori dal mercato del lavoro molto spesso sono dotati di competenze e formazione nettamente superiore a quelle richieste per lo svolgimento delle mansioni previste dai contratti di lavoro di pubblica utilità. Questa generazione, è stufa della solita lezioncina sui giovani che non sono disposti a fare sacrifici e che per questo motivo dovrebbero essere pronti ad accettare qualsiasi tipo di lavoro, anche i più umili e pesanti. La nostra generazione è stufa di farsi ricattare dalla logica del “meglio di niente”. Quello che appare chiaro è la distanza tra la nostra generazione e la politica che spesso parla dei giovani e della loro necessità di qualificarli e dargli maggiori competenze perché possano competere nel mondo del lavoro. La stessa politica che però poi ha una concezione così bassa del mercato del lavoro da offrire posti come quelli sopra descritti. Quale futuro avrà un ragazzo di 35 anni che per 5 mesi verrà messo  a “rifoderare testi” o a “pulire i rifiuti”? Non c’era un modo migliore per impiegare 12 milioni di euro di denaro pubblico?”. E’ quanto denuncia in una nota Un’Altra Gioventù, il movimento giovanile di Un’Altra Trieste, la formazione di Franco Bandelli.

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