Roma Capitale, la città massacrata dai tagli a rischio i servizi

Tra i più severi Roberto Formigoni. Questa manovra, commenta, avrà “effetti depressivi e antisociali perché colpisce servizi essenziali soprattutto per i meno abbienti”. “La nostra proposta – dice – è di abolire i tagli e di sostituirli con altre misure con cui repererire le risorse necessarie”. Il presidente della Lombardia dopo aver sottolineato che i tagli di trasferimenti annunciati dal governo per gli enti locali “saranno di 6 miliardi nel 2012 e di 3 miliardi nel 2013” ricorda che “questa è la terza manovra in 12 mesi e l’ultima ha scaricato già un peso abnorme sulle Regioni: il peso di quella di luglio 2011 è del 50 per cento sulle Regioni che pesano solo per il 16 per cento sulla spesa totale. E’ evidente – rimarca – il pesantissimo effetto distorsivo a danno delle Regioni”. I motivi di scontento di Formigoni sono però anche altri e sembrano essere strettamente legati alle faide che da tempo si combattono in seno alla maggioranza di centrodestra. Dopo aver riferito dell’annuncio Tremonti di voler anticipare con la manovra il federalismo fiscale, il governatore lombardo infatti accusa: “Non capisco cosa si anticipi, le Regioni hanno detto che la manovra di luglio già affossa il federalismo fiscale. Se a quei tagli ne aggiungiamo altri, anche dal punto di vista delle Regioni il federalismo fiscale non esiste più. L’ammontare dei tagli nel 2010 era 4,5 miliardi nel 2011 di 9,5 miliardi”. Ancora più negativo il giudizio dei Comuni. “Una manovra iniqua e completamente inaccettabile”, la definisce il vicepresidente dell’Anci Graziano Delrio. “Ci siamo seduti a questo tavolo con l’aspettativa di una revisione seria delle manovre precedenti”, ma ai comuni “vengono tagliati ulteriori 1,7 miliardi” ha aggiunto Delrio. “Ci appelliamo quindi al presidente del Consiglio – ha spiegato – perché cambi l’impostazione della manovra. Altrimenti, tra sei mesi, saremo ancora qui a parlare dell’ennesima manovrina”. Secondo il sindaco di Roma Gianni Alemanno potrebbe invece trovare a Palazzo Chigi orecchie attente. “Oggi – rivela confermando ancora una volta le profonde divisioni interne al governo – mentre Tremonti prospettava i tagli alle Regioni e agli Enti locali, ho visto il presidente del Consiglio molto perplesso, per cui credo, anzi auspico, che la partita non sia ancora finita”. Tra gli scontenti della maggioranza c’è sicuramente anche il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan. “Sia chiaro che se è una manovra che impone sacrifici ai cittadini tipo tagli alle pensioni o patrimoniali e non c’è neanche una lira per gli investimenti io non la voto”, minaccia l’esponente del Pdl arrivando a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri. Pesantissimo anche il giudizio delle Province. “Usiamo la terminologia esatta – accusa il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti – la manovra proposta dal governo nei confronti degli Enti locali è una vera e propria macelleria sociale”. “Gli enti locali – aggiunge – sono in prima fila per fornire servizi alle fasce più bisognose della popolazione. Questi stanziamenti sono stati già ridotti all’osso e ridurli ancora, peraltro con percentuali elevatissime, significa scardinare quasi completamente qualsiasi intervento sociale nei confronti dei più deboli”. “Tutto ciò è inaccettabile, quindi – conclude Zingaretti – sarà necessario mobilitarsi in tutti i modi contro questa iniqua manovra”.

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