Crisi, Silvio Berlusconi punta ai costi della politica

Confermata la tassa di solidarietà dai redditi superiori ai 90 mila euro. Il presidente del Consiglio, nel corso dell’incontro con le parti sociali che ha preceduto il Consiglio dei Ministri, ha anticipato i punti salienti della nuova manovra allo studio per far fronte alla crisi dei mercati: “Aggrediremo i costi della politica con 14-15 misure”, ha annunciato il premier. Inoltre, ci sarà un taglio di 6 miliardi ai ministeri nel 2012 e di 2,5 per il 2013. L’obiettivo del governo, ribadito dal Cavaliere, è ottenere altri “20 miliardi per il 2012 e 25 miliardi nel 2013”. Perché, come spiegato nuovamente da Berlusconi, la Bce ha preteso l’anticipo del pareggio di bilancio. Non lo riteneva “congruo” nel 2014, e così “mi ha chiamato chiedendo di anticipare. Da qui la decisione di annunciare il pareggio nel 2013”. Quello che appare certo è che resta solido l’asse tra il fronte sindacale e la Lega Nord, entrambi contrari ad interventi sul fronte previdenziale e la conferma arriva da un insolito filo-diretto tra Umberto Bossi e il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Quest’ultimo ha telefonato al Senatùr esortandolo a non mollare e da Bossi ha ricevuto subito rassicurazioni: “Stai tranquillo Raffaele: faremo la nostra parte. Anche io quando vado in giro incontro tanti lavoratori e pensionati. La loro battaglia è anche la nostra, è una questione che ci sta a cuore”. Una delle principali voci sarà la riduzione dei trasferimenti agli enti locali di quasi 10 miliardi in due anni, escluso il settore della sanità. La riduzione, ha spiegato Tremonti, sarà di 6 miliardi per il 2012 e di 3,5 miliardi nel 2013, per un totale di 9,5 miliardi di euro. Da questi tagli è escluso, appunto, il settore della sanità.

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