Chieti, bilancio partecipato senza cittadini solo propaganda

“Il Bilancio Partecipato sarebbe dovuto essere un percorso costituito da dibattiti successivi e aperti a tutti i cittadini, per sostanziare il processo di definizione dei Piani annuali di Investimento del Comune di Chieti. Avrebbe dovuto costituire quindi una porzione del Bilancio Municipale per definire le linee e gli indirizzi delle ‘spese di capitale’ dirette agli investimenti, in questo caso invece il bilancio partecipato presentato  dalla attuale amministrazione prevede che  il capitolo di bilancio su cui andare a mettere la voce cibernetica (come si legge in una nota comparsa sugli organi di stampa in questi giorni) sia quello della spesa corrente che peraltro la finanziaria taglia drasticamente”. Lo afferma il coordinatore provinciale di Fli, Alessandro Carbone, per il quale “è necessario dare voce ai cittadini sulle spese in conto  capitale  di quei fondi cioè che annualmente sono destinati agli investimenti in strutture e servizi in ambito cittadino. Questo bilancio partecipato è carente non solo della sostanza ma anche della forma, vi è una mancanza di incontri pubblici in tutte le macro aree del territorio urbano e peraltro la possibilità di esprimere il voto on line sugli argomenti risulta essere  limitato al mese di agosto periodo nel quale molti cittadini sono in ferie e ai primi dieci giorni di settembre così come annunciato dall’assessorato al bilancio. Tempo assolutamente troppo breve. Il Bilancio Partecipato avrebbe dovuto   portare  l’ente locale a dare una maggiore attenzione alla dimensione sociale mirata alla qualità del servizio erogato e al soddisfacimento dei bisogni della collettività. Dal punto di vista operativo invece si sarebbe dovuto fare in modo che l’ente locale riuscisse maggiormente e più rapidamente a soddisfare il cittadino nell’erogazione del servizio e permettere una comunicazione piena con gli stakeholder esterni. Come possiamo notare invece con grande dispiacere in questo bilancio partecipato di partecipato non c’è proprio nulla.

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