Trieste, dopo le Audi ecco le Bmw per la giunta Tondo

Ne arrivano a giorni tre, 2mila di cilindrata, a gasolio, serie 5. Ma, stavolta, niente sedili in pelle né optional di lusso, assicura Andrea Garlatti. “È il solito ricambio”, aggiunge l’assessore. Le auto blu, da contratto Consip, vanno cambiate ogni due anni o al raggiungimento dei 150mila chilometri. Tutti d’accordo? Mica tanto. “Scelta inopportuna” dicono alcuni esponenti di giunta. Tondo arriva addirittura a rifiutare la novità: “La Bmw? Non la voglio”. Come si è iniziato a fare con la giunta Illy, ci si affida al noleggio. Per ciascuna Audi A6 – se ne contano attualmente 12 – il canone mensile (comprende tutto tranne il rifornimento) va da 1.121 a 1.754 euro. Nel 2010 la Regione spendeva per una cinquantina di mezzi noleggiati 515 mila euro circa all’anno. Ma, fa sapere Garlatti, “anche grazie all’operazione Bmw, i costi per il parco auto dal 2009 al 2011 sono diminuiti del 20%”. Tra i motivi principali la riduzione degli autisti da 30 a 20: “Il lavoro in pool dà i suoi frutti”. L’ultimo rinnovo delle auto blu dei vertici della Regione è del 2009: via le Alfa Romeo 166 3.2 V6 24 V Luxury di Riccardo Illy e la Lancia Thesis 3.2 di Alessandro Tesini con sedile elettrico massaggiante, frigorifero e telefono, dentro le Audi A6, turbodiesel, sedili in pelle e navigatore per Renzo Tondo e Edouard Ballaman. Ora, con tre Audi che hanno raggiunto 150 mila chilometri (Federica Seganti, per contenere i tragitti di quella molto usata di Claudio Violino, ha pure scambiato la sua vettura con il collega), ecco il ricambio. Le Bmw? “Allestimento base”, dichiara Garlatti. La Regione, fa anche sapere l’assessore, si limita a prendere atto del miglior contratto spuntato dalla Consip, la società del ministero dell’Economia che fornisce beni e servizi a prezzi vantaggiosi. Gli accordi con Roma sono vincolanti: le “vecchie” Audi vanno cambiate e le Bmw accettate. Tre a giorni, altre tre in autunno. Il canone, precisa ancora l’assessore alla Funzione pubblica, “sarà più o meno lo stesso”. Eppure, qualche assessore ha storto il naso sollevando il tema dell’inopportunità. Il presidente Tondo, più di tutti, si è infastidito: “Se contrattualmente lo potrò fare, rinuncerò alla Bmw. Questione di stile, oltre che tempi di crisi”.

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