Metà agosto di pellegrinaggio alla Madonna Nera di Seminara

Seminara nel Reggino, città famosa, nel passato, per gli avvenimenti storici di cui fu teatro, per le sue bellezze architettoniche, le industrie, la religiosità, i personaggi, distrutta dal terribile terremoto del 1783 e riedificata nelle vicinanze dell’antico abitato, vanta oggi un’aria saluberrima, olio e vino pregiati in un clima reso spettacolare dalla magnifica veduta del Golfo di Gioia Tauro.  In questi ultimi secoli una Madonna Nera è diventata meta del pellegrinaggio di numerosissimi fedeli, che vi giungono a metà agosto per venerare la Madonna dei Poveri, una statua che pare non abbia alcuna attinenza con la liturgia bizantina, per secoli durata a Seminara. Secondo la leggenda era la Madonna del vescovo Basilio di Cesarea in Cappadocia, fondatore dei Basiliani. Furono questi ultimi a portarla a Tauriana, centro della nuova vita religiosa, tuttavia abbandonata dai propri cittadini in seguito alle incursioni degli Arabi. Un lontano martedì o mercoledì Santo, un gruppo di seminaresi in cerca di verdura selvatica nella vicina campagna di Tauriana, sotto un mucchio di sassi ed erbacce, vide la statua, la quale si appesantì tanto da non poter essere trasportata: solo per i poveri divenne leggera e da essi si lasciò trasportare a Seminara. E’ impossibile stabilire quanta verità sia racchiusa nella leggenda e l’anno in cui la statua giunse a Seminara, dove già erano conosciute le Madonne bizantine sotto il nome di icone. Probabilmente il simulacro faceva parte delle Madonne provenienti dagli ateliers francesi, da cui partivano numerose immagini Nere destinate ai vicini paesi di rito latino. Di sicuro fu restaurata a Napoli nel 1780, su commissione del dottor Sanchez, ricco spagnolo entrato nella vita civica del paese. Dopo il lavoro di restauro, la Madonna risultò seduta su una poltrona con baldacchino a trionfo in lamiera d’argento. Il vuoto, destinato a ripostiglio delle reliquie che rappresentavano la dote della statua, fu lasciato anche dopo i lavori di restauro, come caratteristica propria delle Madonne reliquiario. Il legno di cui è fatta e di cui non è stato possibile stabilire la specie, è di un nero intenso; il manto che avvolge la Vergine presenta tracce di arabeschi in rosso e blu e polvere d’oro. E’ la Madonna Nera più alta (cm 92), seconda sola alla Madonna di Verdelot, in Francia. Il Bambino che ha in braccio indossa un saio legato da cingolo, calza scarpe d’argento ed ha in una mano un rametto e nell’altra un globo sormontato da una crocetta. La statua, in ricordo dei giorni in cui pare sia stata trovata, ogni martedì e mercoledì Santo è portata accanto all’altare Maggiore. I festeggiamenti in onore della Vergine coinvolgono Seminara e i paesi vicini nel rito liturgico, ma anche in spettacoli folkloristici ed in una grande fiera dove è sempre stato possibile reperire speciali mercanzie, tanto da essere ricordata col proverbio: Cu ndi voli di cchiù / Mu vaci a fera / Ca a nmenzo agustu / Veni Siminara.

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