Incendio alla Tiburtina, scarse misure di sicurezza

Spento l’incendio alla stazione Tiburtina, divampano le polemiche. Le ordinarie misure di prevenzione antincendio nella stazione Tiburtina “sono insufficienti”. È quanto rilevano i ferrovieri della rivista “Ancora In Marcia”, a seguito dell’incendio divampato nello scalo romano. “In queste ore – dicono in una nota – ci interroghiamo sull’adeguatezza e sull’efficacia dei dispositivi di prevenzione antincendio presenti nella stazione Tiburtina, tenuto conto che si tratta di impianti elettrici molto estesi e complessi, realizzati in parte in ambienti sotterranei”. Per fortuna, affermano, non ci sono state vittime, ma “tutto il resto ci preoccupa non poco: a fronte delle enormi spese per il rifacimento avveniristico e supermoderno della stazione, rileviamo l’insufficienza delle ordinarie misure di prevenzione antincendio in uno dei più grandi impianti italiani”. I ferrovieri sono “convinti che ogni scelta di investimento e miglioramento delle infrastrutture di trasporto debba essere fatta solo dopo aver garantito per le strutture in uso la massima sicurezza possibile, per viaggiatori e lavoratori”. Non si può “abbassare la guardia”, avvertono. “Restiamo stupiti – concludono – da quanto accaduto anche per l’esistenza nel gruppo Fs Spa, e in Rfi Spa, di corpose strutture aziendali, tecniche e amministrative, dedicate esclusivamente a studiare e garantire la cosiddetta “sicurezza di sistema”. Auspichiamo un intervento delle Autorità competenti per far luce sull’accaduto”.

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