Pd e PdL affondano divisi da beghe senza quartiere da Roma a Vibo Valentia

Nel Popolo delle Libertà tutto va a pezzi. Ed i cocci da Roma stanno arrivando come un boomerang in tutta Italia. E Vibo Valentia non è esente. In realtà il problema non investe solo il partito oggi gestito da Angelino Alfano. E’ una questione politica. Siamo entrati in una nuova tangentopoli. E’ il crepuscolo degli Dei. Ieri di Bettino Craxi. Oggi di Silvio Berlusconi. In più rispetto agli anni Novanta un paese allo sbando, senza classe politica e senza impresa, un Paese che non cresce ed è alla deriva, allo sbando. Così a Vibo Valentia non stupisce che nel PdL si sia arrivati a chiedere le dimissioni di Pippo Bonanno al Consorzio Industriale. Così non stupisce che alla Provincia Francesco De Nisi del Pd è stato eletto con una maggioranza bulgara nel 2008 ed oggi si regge su una stampella. Solo un anno addietro il PdL in Calabria festeggiava con Peppe Scopelliti. Oggi “muore” sotto i colpi della crisi. Chiude il Porto di Gioia Tauro. Si flettono pesantemente i consumi ed i volumi d’affari delle attività. L’edilizia e ferma. Il mare è sporco. Le strade sono un inferno. Si ammazza senza timore anche in pieno giorno. La Calabria scrive pagine “nere”. E la politica litiga, si divide su tutto. Inutile nascondersi dietro un dito: il problema sono le poltrone. Alla Provincia i posti da assessore, al Consorzio industriale la presidenza. E nel PdL il correntismo dilaga. In Calabria si chiama Lista “Scopelliti presidente”. Che a Vibo Valentia significa Alfonsino Grillo (in foto il primo seduto a sinistra). L’uomo in guerra è il collega Nazzareno Salerno che, lasciato da parte, il dissidio “eterno” con il compaesano serrese Brunello Censore del Pd, prova a farsi scudo con Grillo e Bevilacqua. “É necessario, per una questione di chiarezza, sapere chi è del PdL e con il PdL e chi non lo è – tuona Salerno – Di certo non si può accettare che chi fa parte del centrodestra faccia accordi con i massimi rappresentanti di quel centrosinistra che è responsabile delle condizioni di arretratezza del Vibonese”. E a dirla tutta la questione è: Nazzareno Salerno vuole il PdL a sua immagine e somiglianza, vuole carta bianca. Ma sulla sua strada ci sono gli amici di “Peppe” il reggino che certo non vogliono lasciargli spazio. Dal Consorzio industriale al Comune di Vibo Valentia il passo è breve:  i consiglieri comunali vicini a Salerno puntano il dito contro i colleghi Manduca e Pagano che venerdì avevano richiamato all’ordine il sindaco. “Dovranno rendere conto”. Parola di Mario Mazzeo, Vincenzo De Filippis, Giulio Capria, Fausto De Angelis, Giuseppe Mangialavori, Michele Carnovale, Giuseppe Patania, Giancarlo Giannini, Caterina Macrì, Nadia Bax, Maria Giurato, Pasquale Vartuli, Maddalena Basile, Loredana De Marco, Antonello Fuscà, Lorenzo Lombardo e Antonio Schiavello. Uniti nello schierarsi a fianco di D’Agostino e della linea della dirigenza. Il pentolone bolle ed il coperchio sta per saltare. Verrà nominato un commissario per il PdL vibonese?
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