Oslo, l’angelo della morte è un neonazista

Accantonata sin dalla serata di venerdì la pista qaedista, gli investigatori sono concentrati su quella neonazista. L’unico arrestato – un norvegese di 32 anni – ha idee di estrema destra ed è anti-islamico. Anders Behrin Breivik – questo il suo nome – è stato catturato sull’isola dove ha compiuto il massacro di giovani socialisti. Il presunto killer si definisce: conservatore, di fede cristiana, ama la musica classica e i videogiochi Modern Warfare 2 (di guerra) e World Warcraft. I suoi film preferiti sono il Gladiatore e 300, quest’ultimo dedicato alla battaglia delle Termopili e al sacrificio dei guerrieri spartani per fermare i persiani. Gli investigatori vogliono capire se Breivik abbia dei complici, qualcuno che lo abbia aiutato nel preparare l’esplosivo poi impiegato nel centro di Oslo. Per una fonte della polizia l’attacco ricorda quello di Oklahoma City, negli Usa (1995). In quell’occasione una coppia di attentatori di estrema destra colpì il palazzo federale con un camion-bomba: 250 le vittime. Un’operazione eversiva concepita e condotta da militanti anti-stato. Breivik appartiene a un gruppo neonazista o ha agito da solo? E il movente del massacro? La polizia, per ora, non ha risposte precise ma deve trovarle in fretta. Per comprendere se la Norvegia, oltre che a difendersi dalla minaccia qaedista (sempre presente), deve vedersela con un nemico interno non meno insidioso e letale.

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