Roma, il Terzo Polo chiede a bassa voce a Berlusconi di fare un passo indietro

“E’ arrivato il momento per il presidente del Consiglio di fare un passo indietro, di chiudere il libro dei sogni”. Gianfranco Fini lo ha detto parlando alla convention del Terzo Polo riunito oggi a Roma. “Il governo Berlusconi  – ha aggiunto il leader del FLI – è sorretto da una maggioranza solo numerica, tenuta insieme dal terrore di tanti deputati di essere mandati a casa se si torna alle urne. Se continuerà a governare o a galleggiare sarà del tutto impossibile che anche una sola delle tante emergenze che ci sono venga affrontata, perché Berlusconi non ha ancora compreso di avere una maggioranza solo numerica, che si materializza solo con la fiducia, solo quando i deputati sono di fronte alla scelta tra l’ipotesi di andare incontro a una fase di cui non conoscono l’esito e l’ipotesi di votare sì per obbedienza o per paura. Ecco i guasti di una certa legge elettorale. A Berlusconi dico: dimostra di voler servire l’Italia e non solo volertene servire”. La terza carica dello Stato ha esortato il premier a “indicare un’agenda scarna, ma concreta, di due o tre cose da fare. Berlusconi – ha aggiunto – la smetta di dire che tutto va bene, la smetta di prendere in giro gli italiani dicendo che abbasserà le tasse e, soprattutto, la smetta di dare continuamente la colpe ad altri. Con un passo indietro dimostrerebbe di amare l’Italia più di quanto noi riusciamo a criticare il governo”. In caso contrario, conclude Fini, “se andranno avanti se ne prenderanno le responsabilità. Noi abbiamo il dovere di prepararci al momento elettorale qualunque esso sia, qualunque sia la data”. Di fronte ad un governo incapace di dare risposte ad una “Italia in declino”, Fini ha lanciato un appello “a tanti amici del PdL perchè battano un colpo ora, perchè l’Italia non può attendere, perchè non può continuare questa agonia”. Fini non ha proposto una crisi al buio bensì uno scenario ben preciso: “la maggioranza ha il diritto di indicare il premier”, e di proporre “un’agenda scarna ma concreta, fatta di due-tre punti”. Questo “nuovo governo presieduto da un uomo della maggioranza” dovrebbe “archiviare questo periodo di sogni, in cui si promette di abbassare le tasse”.

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