Omicidio Raso, San Calogero vive nella paura

Isabella Raso non c’è più e ieri sono stati celebrati i funerali della cinquantenne trovata priva di vita sabato scorso nel corridoio della propria abitazione di via Tommaso Campanella, soffocata dal bavaglio che ignoti criminali, durante un tentativo di rapina, le avevano stretto intorno alla bocca per non farla gridare.  A celebrare le esequie don Antonio Farina insieme a don Cosma Raso, cugino della vittima e parroco di Dasà, don Peppino Stagno e don Graziano Maccarone. Tramite quest’ultimo il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo, ha fatto pervenire ai familiari della vittima del folle gesto la “sua vicinanza paterna”, assicurando, altresì, la sua “costante preghiera per l’anima della cara estinta”. Tra i presenti anche il sindaco di San Calogero, Nicola Brosio. Verità e giustizia invocata anche dal parroco don Antonio Farina che, all’omelia, oltre a pronunciare parole di conforto nei confronti dei familiari di Isabella, si è rivolto alle istituzioni perché facciano “piena luce sull’atroce delitto”, invitando nel contempo “colui o coloro che l’hanno commesso a pentirsi perché si riabilitino di fronte alla società civile e a Dio, cui appartiene la vita di tutti noi”. Il parroco dell’Immacolata ha, poi, posto l’accento sul clima di paura che si vive in paese. “Paura – ha detto – perché quello che è successo a Isabella poteva e può ancora succedere a ognuno di noi”, chiedendo per questo maggiore sicurezza.
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