Le parrocchie delle frazioni di Gasponi e Brattirò hanno un nuovo parroco, don Sergio Meligrana

La storia della vocazione di don Sergio Meligrana assume un significato dai forti contenuti romantici, in un frangente storico di grave crisi dei valori spirituali e umani. E ci si accorge come anche oggi, certe esperienze di fede, possono rievocare emozioni dai connotati sentimentali profondi, a partire dal luogo di origine, dalle circostanze e dai richiami simbolici. La sua vocazione comincia a sbocciare da bambino, con don Michele Loiacono, con il quale ha iniziato a fare il chierichetto (morto nell’84 ma alla guida della comunità dagli anni ’30); poi con don Giuseppe Furchì (si è spento il 6 marzo scorso), che ha temprato la sua vocazione, finché, per una grave malattia ha dovuto lasciare il testimone nelle mani di padre Francesco Laruffa (missionario redentorista) che a sua volta ha consegnato le chiavi della parrocchia a don Sergio. È un ritorno, come nella migliore tradizione classica greca un nostòs, Gasponi. E proprio sabato pomeriggio si è compiuto il rito che ha sancito questo abbraccio tra quella che un tempo è stata la sua comunità di vocazione e domenica in quella di Brattirò, con la partecipazione del vescovo Luigi Renzo, suprema guida pastorale della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea . Ma particolare risonanza, per i suoi aspetti sentimentali, emozionali e simbolici, ha avuto per i numerosi presenti, la celebrazione di sabato pomeriggio nel suo borgo natio, al cospetto di madre natura (la celebrazione è stata fatta nel cortile della scuola elementare), richiamando con più intensità gli elementi cari a Sna Francesco d’Assisi, le creature di Dio, conferendo una grande suggestione alla solennità della funzione (come ha sottolineato il prof. Saverio Di Bella, zio di don Sergio, presente alla celebrazione) con il canto degli uccelli, la luce cangiante del tramonto e gli alberi secolari alle spalle dei sacerdoti a ispirare la liturgia, con tutta la comunità ad ascoltare in religiosa partecipazione, per essere testimoni di un evento irripetibile per Gasponi. La presa di possesso della parrocchia da parte di un figlio prediletto, è stata sancita dalla lettura rituale delle bolle (professione di fede e giuramento di fedeltà) al cospetto di don Francesco Laruffa (delegato vescovile ed ex parroco di Gasponi), di don Nicola Berardi (parroco di Daffinà e Daffinacello), di don Felice Palamara (attuale parroco di Panaia), del primo cittadino del comune di Drapia, Alessandro Porcelli e tanti fedeli di altre parrocchie come il gruppo giovanile “Faville di speranza”, con il quale don Sergio ha condiviso un’esperienza pastorale. Don Sergio Meligrana (attuale rettore del Seminario di Mileto) è stato annunciato come il nuovo seminatore di fede, affinché le parole possano attecchire con radici forti e prolifiche da padre Francesco nella sua omelia. A sua volta il nuovo parroco ha ringraziato tutti per l’accoglienza, per la partecipazione, per l’affetto, con la commozione  nelle parole, nel ritrovarsi tra i suoi familiari (particolare numerosa la discendenza da parte materna, Di Bella), nella sua comunità; un ritorno in quella culla dove lui ha potuto trarre linfa vitale non solo materiale e affettiva. Rivolgendosi ai suoi nuovi fedeli, ha rievocato la fondamentale impronta lasciata dai parroci che hanno guidato la comunità, con la speranza che possa continuare il percorso già tracciato in profondità, una missione che si è augurato possa essere protratta nel tempo e che possa dare frutti spirituali importanti. Un primo e impegnativo progetto intanto l’attende, l’edificazione della nuova chiesa, che spera possa essere realizzato al più presto. E con questo auspicio che si apre l’apostolato di don Sergio tra la sua gente, un ritorno per costruire una più importante esperienza di vita, di ricerca e di fede nel segno del vangelo in un frangente storico in cui i modelli sociali e i messaggi culturali e mediatici spingono sempre di più le nuove generazioni al materialismo e all’indifferenza, con uno spazio per i sentimenti umani e spirituali sempre più angusto.

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