Vibo Valentia, nel centrosinistra volano gli stracci

“Riteniamo assolutamente scorretto assumere una decisione così importante, quale il cambio di linea politica, senza quantomeno informare i partiti alleati, ossia coloro che con onestà e dedizione tre anni or sono hanno chiesto, mettendoci la faccia e non solo, i voti per l’elezione della consigliera Citton: i candidati”. E’ duro Renato Giannini, segretario provinciale vibonese di Rifondazione Comunista. “Il nostro partito – accusa– in occasione delle elezioni provinciali del 2008, si è presentato, malgrado tutto, con un proprio ed autonomo progetto politico che puntava all’alternativa. La confusione generatasi anche all’interno del Consiglio provinciale non offriva garanzia alcuna circa l’agibilità politica per qualsiasi discorso finalizzato al rilancio del centrosinistra. Sono cose che scrivevamo nel settembre 2010, figuriamoci se oggi a distanza di un anno riusciamo a vedere minimamente condizioni mutate favorevolmente in tal senso. Alternativa, discontinuità ed unità, per noi, non sono semplici parole da pronunciare in libertà”. La “guerra” per la cronaca è stata scatenata dall’ingresso in maggioranza alla Provincia di Sel ed esattamente del consigliere provinciale Barbara Citton, ora diventata determinante per la sopravvivenza politica dell’amministrazione De Nisi che dopo aver stravinto le elezioni provinciali del 2008 ha perso molti consiglieri provinciali per strada fino a trovarsi in minoranza in consiglio provinciale e salvarsi in calcio d’angolo con l’aiuto della Citton. Un aiuto che non è affatto gratuito visto che l’esecutivo sarà azzerato per l’ennesima volta per far posto ai vendoliana. Ma il problema di fondo rimane con un Ente “debole”, ricattabile, suscettibile agli umori anche di una sola persona. Al di là di questo nel centrosinistra volano gli stracci con un Pd ridotto ad un ruolo marginale e tanti partitini espressione personale che litigano e litigano ancora! E Renato Giannini non nasconde l’aspettativa che “ci venga risparmiato l’imbarazzo di assistere alla nomina nell’esecutivo di qualcuno esterno alle due liste presentate alle provinciali o peggio qualcuno con incarichi elettivi in altri enti o addirittura qualcuno che siede già nell’esecutivo attuale, la troveremmo una scelta poco mite”.

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