Sara rapita e strangolata da zia e cugina

Chi l’avrebbe dovuta proteggere l’ha invece assassinata. E’ la terribile ricostruzione delle indagini, durate oltre dieci mesi, sul giallo di Avetrana. Per l’accusa zia Mimina e la cugina Sabrina avrebbero rapito Sara per poi strangolarla nell’abitazione di via Deledda con una cintura. Lo scrivono il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Mariano Buccoliero nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato ai quindici indagati nell’inchiesta sul delitto di Avetrana. Innumerevoli i tentativi di depistaggio. A Sabrina Misseri, in carcere dal 15 ottobre, e a sua madre Cosima, in cella dal 26 maggio scorso, sono contestati, il concorso nel sequestro di persona ed il concorso in omicidio, un delitto che secondo gli inquirenti sarebbe stato determinato da un sentimento di odio e vendetta comune, scaturito da ragioni di gelosia, invidia, tradimento e dal fatto che Sara aveva reso di pubblico dominio l’esistenza di un rapporto sentimentale e sessuale tra Sabrina e Ivano Russo. Sono cinque gli indagati per la soppressione del cadavere delle 15enne: si tratta di Sabrina e Cosima che avrebbero ordinato a Michele Misseri di trasferire il cadavere con la sua Seat Marbella nel terreno di contrada Mosca dove si trova il pozzo cisterna nel quale il corpo sarebbe stato calato con l’aiuto di Carmine Misseri e Cosimo Cosma, rispettivamente fratello e nipote di Michele Misseri. Zio Michele è stato in carcere dal 7 ottobre al 30 maggio con l’accusa di omicidio ora rubricata soltanto alla moglie e alla figlia, ora invece viene contestato il danneggiamento per aver distrutto, incendiandoli, i vestiti e lo zainetto della nipote Sara. In concorso con Sabrina e Cosima, invece, Michele risponde di furto aggravato per l’impossesamento del cellulare di Sara. Esaurita la parte che riguarda direttamente la commissione del delitto, i magistrati inquirenti passano poi in rassegna la lunga teoria di depistaggi che ha contrassegnato l’indagine. Sabrina Misseri è indagata per calunnia per aver accusato, pur sapendola innocente, la badante rumena della famiglia Scazzi Maria Ecaterina Pantir, in un interrogatorio reso l’8 settembre del 2010. Indagati per tentato favoreggiamento sono gli avvocati Vito Russo e Gianluca Mongelli che, in concorso con Valentina Misseri (non punibile in quanto avrebbe agito per favorire suoi parenti) avrebbe cercato di favorire Sabrina Misseri, difesa all’epoca dei fatti da Vito Russo e da sua moglie Emilia Velletri, portando a Carmine Misseri, fratello di Michele, il testo di un telegramma da inviare in carcere a Michele per invitarlo a nominare quale suo difensore di fiducia, per far decadere l’avvocato d’ufficio, giacché tanto era necessario per “aiutare Michele e anche per aiutare Sabrina”. Il telegramma fu in effetti inviato ma il tentativo fallì perché Michele Misseri non effettuò la nomina che gli era stata suggerita. L’avvocato Vito Russo è indagato anche per subornazione di testi perché, usando minaccia nei confronti di Ivano Russo, avrebbe cercato prima di indurlo a riferire falsamente, in un verbale redatto nell’ambito di indagini difensive, che anche Mariangela Spagnoletti, teste contro Sabrina, era innamorata di lui, e per favoreggiamento perché, avrebbe cercato di gettare discredito nei confronti della stessa Mariangela che aveva già rilasciato ai pubblici ministeri dichiarazioni rilevanti a carico di Sabrina Misseri. In concorso con la moglie Emilia Velletri, infine, Vito Russo è indagato anche per soppressione di atti veri in quanto avrebbe strappato il verbale e cancellato il relativo audio di alcune dichiarazioni rilasciate da Ivano Russo nel corso dell’interrogatorio reso loro il 31 ottobre del 2010 nell’ambito delle indagini difensive. C’è poi un altro avvocato finito nei guai ed è il professionista romano Francesco De Cristofaro, legale di Michele Misseri, indagato per infedele patrocinio perché avrebbe arrecato nocumento agli interessi della parte da lui difesa facendo pervenire lo scorso 9 febbraio alla Procura una lettera con la quale Misseri tornava ad accusarsi dell’omicidio. De Cristofaro avrebbe poi consigliato al suo cliente, per essere più credibile, di confermare di aver abusato del cadavere della nipote: “Pure che non c’è stata violenza, tu hai detto che è stata violentata…che l’ha fatta eh…nuda; devi dire lo stesso – si legge nell’avviso – e poi quando dicono perché hai detto così e poi dopo non l’hai detto più? Che me lo ha detto l’avvocato e la criminologa; di non dirlo più che non è vero”. Nell’elenco degli indagati c’è poi il fioraio di Avetrana Giovanni Buccolieri, indagato per false dichiarazioni al pubblico ministero, e cinque tra suoi parenti (la suocera Cosima Prudenzano, la cognata Anna Scredo, il cognato Antonio Colazzo) e conoscenti (Giuseppe Nigro e Michele Galasso) che avrebbero avallato la tesi del sogno riguardo a quanto visto da Buccolieri il pomeriggio del 26 agosto: Sara che viene costretta a salire sull’auto di Cosima.

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