Palermo, Alemanno lancia ad Alfano la sfida delle primarie per le comunali

Nel suo primo intervento da segretario politico, durato mezz’ora, ha puntato soprattutto sulla moralità dentro e fuori il partito. “Propongo una grande Costituente popolare con chi è disponibile a camminare su questa strada e per questo progetto”, ha annunciato. E Costituente significa fondamentalmente ricominciare da zero e riscrivere, appunto, la “Costituzione” del nuovo PdL. Sui tempi e modi, Alfano non ha precisato: “Costruiremo tutti insieme un grande partito, la prospettiva è quella del Ppe”. E le strategie: unità e recupero dei moderati. “Dobbiamo fare un partito serio”, ha esortato sottolineando la necessità di un meccanismo semplice di regole e sanzioni. Un partito degli onesti, “perchè se è vero che Berlusconi è perseguitato dalla giustizia, non tutti gli altri lo sono”. Già, Berlusconi, rincuorato al tavolo della presidenza. Ha mollato la presa della guida del partito, ma a sentire Angelino Alfano sarà ancora lui il candidato premier alle politiche del 2013, se la scadenza naturale verrà rispettata: “Non abbiamo bisogno né di lasciti né di eredità”, ha esclamato. Quindi, almeno nelle intenzioni, fra due anni correrà ancora il Berlusca. A meno di sommovimenti ed ulteriori rovesciamenti politici. E qui è entrato secco il sindaco di Roma, Gianni Alemanno che ha lanciato la prima sfida ad Alfano: le primarie. “Fra otto mesi si voterà a Palermo. Ti chiedo, Angelino: come ci dobbiamo comportare ? Come evitare di sbagliare le candidature ? C’è una sola strada: sceglilo tu, popolo del centrodestra, il candidato di Palermo”. Applaudiva, sì, dal podio il neo segretario che però sulle primarie aveva sostanzialmente glissato: “Non sono un fine ma un mezzo”. Raccoglierà la sfida giusto nella sua Sicilia ?

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