Filadelfia, in manette per coltivazione di stupefacenti Gianfranco Mancari

Detenzione illegale e coltivazione di sostanze stupefacenti, con queste pesanti accuse ieri gli uomini della Stazione Carabinieri di Filadelfia, con il supporto del personale del Gruppo Operativo Calabria di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto Gianfranco Mancari, operaio dell’85 residente nel comune. Gli uomini dell’Arma, nel primo pomeriggio, si sono presentati presso la sua abitazione dopo che lo avevano sorpreso, pochi minuti prima, per le vie del paese, in possesso di alcuni grammi di marijuana. I Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, che nelle ultime settimane hanno ulteriormente intensificato i controlli in tutta la zona, si sono immediatamente insospettiti quando hanno scoperto la dose di stupefacente trasportata dal giovane ed hanno deciso di approfondire il controllo perquisendo l’appartamento dove il giovane vive. Un’attività minuziosa che si è estesa anche ad alcuni terreni vicini di sua proprietà. Non ci è voluto molto ai militari dell’Arma per risalire alla provenienza della canapa indiana che l’uomo aveva con se. Infatti i Carabinieri hanno scoperto, nascosti in un sottoscala dell’appartamento, oltre 20 gr di marijuana già essiccati e pronti per la vendita, inoltre, a poca distanza, ben mimetizzate sotto un albero e circondate da piante di ortaggi per renderne difficile l’individuazione anche con l’elicottero, i militari della Benemerita hanno trovato 1 kg di marijuana posta in essiccazione e ben 10 piante di canapa indiana, alte sino a 2,5 metri e pronte per la raccolta. Immediato l’arresto del giovane ed il sequestro di tutto lo stupefacente che, in vista della stagione estiva e del notevole afflusso di turisti nella zona, sarebbe potuto facilmente essere smerciato in pochi giorni fruttando un lauto guadagno. Le piante sono state tutte quante estirpate sino alla radice e, dopo la pesatura, gli oltre 9 kg di droga, di ottima qualità e molto ricercata sul mercato illegale, sono stati messi sottochiave in attesa dell’ordine di distruzione. Ora il giovane dovrà rispondere delle accuse mossegli da una cella del carcere di Lamezia Terme (CZ) dove, già in nottata, è stato trasferito.

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