Bari, ennesimo suicidio nelle carceri italiane

E’ rientrato in cella dopo il colloquio con i suoi familiari, ha tagliato le lenzuola, le ha annodate alle grate della finestra del bagno e si è impiccato. Ennesima tragedia della disperazione nel carcere di Bari, dove un detenuto di 28 anni, recluso per fatti di droga, si è tolto la vita nel pomeriggio. Si tratta del quinto suicidio registrato nelle carceri pugliesi in sei mesi. La notizia è stata diffusa dal segretario nazionale del Sappe, Federico Pilagatti, che solo qualche giorno fa aveva denunciato l’aumento del numero di suicidi nelle strutture della regione: l’anno scorso sono stati 6. “Senza dimenticare – sottolinea Pilagatti – tutti i tentativi di suicidio sventati all’ultimo momento grazie all’intervento degli agenti”. “Sicuramente in questo suicidio – aggiuge – avranno influito ragioni di carattere familiare, ma l’assenza di un sostegno psicologico in una situazione di degrado, con condizioni igienico sanitarie da terzo mondo, avranno influito negativamente”. Il carcere di Bari a fronte di circa 200 posti disponibili ospita più di 520 detenuti. Sempre a Bari, secondo quanto denuncia il sindacato di polizia penitenziaria, “i detenuti vivono in dieci in camere da quattro posti con letti a castello che raggiungono i cinque metri da terra, e in costante pericolo”. “Ormai rinunciare alla vita – si legge nella nota – può diventare un gesto estremo di protesta contro una situazione che è diventata fuori controllo”. In Puglia la capienza regolamentare è di 2300 posti, i detenuti sono 4400.

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