Padova, Lega e centrodestra non aumentano le tasse

La Provincia del Santo, amministrata dal centrodestra, segue la strada tracciata da Vicenza e dice no all’aumento dell’rc Auto. La decisione è stata presa all’unanimità in una seduta di giunta durata meno di due ore. Eppure, solo mercoledì la vicenda sembrava dover prendere la direzione opposta: l’aumento, a cui hanno già dato l’ok le Province di Venezia, Treviso, Verona, Rovigo e Belluno, aveva tutta l’aria di diventare realtà anche a Padova. Ma il timore di una sollevazione popolare nei confronti di un “federalismo delle tasse” ha fatto propendere per il no. Il commento del vice presidente della Provincia, il leghista Roberto Marcato si ferma però sul piano dei conti: “Senza l’aumento del 3,5% sull’rc Auto rinunciamo a circa 3 milioni di euro – spiega -, perciò ci costa molto, ma anche questo è un atto di fede rispetto a quello che ha detto Bossi domenica scorsa a Pontida, e cioè che il governo metterà mano al patto di stabilità che ci sta strangolando”. Però, visto il momento delicato che sta attraversando il governo in questi mesi, è legittimo chiedersi se la Lega riuscirà nel suo intento: “Se ciò non dovesse avvenire ci mobiliteremo – replica Marcato – e in ogni caso la questione Rc Auto si riproporrà l’anno prossimo”. La Lega salva la faccia, quindi, ma mette le mani avanti: “Il federalismo serve come l’aria che respiriamo ed è ora che diventi realtà – dice Marcato -, sulla rinuncia all’aumento della tassa pesa il fatto che l’avrebbero pagato anche i cittadini più in difficoltà, sebbene i soldi sarebbero comunque tornati indietro in termini di servizi pubblici, strade, asili, scuole. Per ora i nostri conti sono in ordine, il bilancio è sano e il piano delle alienazioni funziona. Manteniamo questa strada”. Al di là dei conti, sono evidentemente pesati anche i commenti negativi del settore degli autotrasportatori, che avevano alzato gli scudi contro la decisione assunta dalle altre Province. Così come i consumatori: in meno di due giorni, Adiconsum aveva già ricevuto decine di telefonate di automobilisti preoccupati. E questo sarebbe stato solo l’inizio. Perché, davanti a un federalismo che all’atto pratico costringe a pagare più tasse anziché tagliarle, ci sarebbe probabilmente stata una sollevazione popolare. La Provincia di Padova, esattamente come tutte le altre, si finanzia con il 12,5 della tassa sull’auto (che rischiava di salire al 16%), con l’Ipt, cioè l’imposta provinciale di trascrizione sull’acquisto dell’auto, e con l’addizionale Enel. “I trasferimenti statali sono esigui, e vengono concessi sulla base di progetti di spesa – spiega ancora Marcato -, poi ci sono altre piccole voci come contributi straordinari e alienazioni di quote (come quelle sulle autostrade). Qui si fanno i conti con il bilancino ogni giorno, siamo soddisfatti ma preoccupati per il futuro”.

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