Gioia Tauro, una città che scoppia e rimane senza lavoro

Il Porto ed i Trasporti. La crisi è pesante ed i suoi effetti rischiano di far “scoppiare” Gioia Tauro e la Piana con una crisi occupazionale senza precedenti. Il focus si è acceso ieri sulla protesta dei 150 dipendenti della Lirosi, sia nella sezione “linee” che “autoservizi” e pure dei meccanici e degli impiegati che ieri, tutti uniti, che hanno rivendicato maggiori garanzie dall’azienda e sollecitare gli interventi delle Istituzioni per una storia che va avanti da troppo tempo. Bloccata la Statale 111 (con un piccolo passaggio garantito solo per le emergenze) e occupati gli uffici giorno e notte, i lavoratori adesso chiamano i titolari al rispetto degli impegni per i pagamenti del fondo pensionistico “Priamo”, al centro nell’appena trascorso mese di maggio di un’altra protesta, oltre che di stabilizzare alcuni dipendenti. In prima serata, comunque, il blocco è stato rimosso per dare avvio a un tavolo tra Faisa e azienda. Nel frattempo dopo la riconsegna della cambiale da parte del sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore, che ne era il custode, nella giornata di ieri alcuni sindaci si sono recati nella sede dell’azienda tra cui quelli di Cittanova, Alessandro Cannatà, di Serrata, Salvatore Vinci, per testimoniare vicinanza e impegnarsi per la soluzione della vertenza.