La Protezione Civile esclude i disabili

Una cooperativa di disabili, che per sette anni ha lavorato alla Protezione Civile, ha protestato davanti a Palazzo Chigi per il mancato rinnovo della convenzione che, dal 2004, aveva impegnato nove ragazzi presso l’Ufficio stampa del Dipartimento è stata raccolta dal gruppo parlamentare dell’Italia dei Valori che, per bocca del leader Antonio Di Pietro ha presentato un’interpellanza urgente al presidente del Consiglio, Berlusconi, e al ministro del Lavoro, Sacconi, per sapere quali iniziative intendano adottare al fine di consentire ai nove disabili, esclusi dal progetto sperimentale della protezione civile “Abili a proteggere”, di proseguire la loro esperienza lavorativa. “I nove collaboratori, che da sette anni erano impegnati nell’ufficio stampa della Protezione Civile, sono rimasti senza un’occupazione dal 1 giugno scorso e il progetto non esiste più”, sottoliena il leader di Idv. In questi anni l’obiettivo del progetto è stato proprio quello di testimoniare come persone con abilità diverse, potessero essere impiegati in luoghi chiave della pubblica amministrazione. Oltre alla rassegna stampa, i ragazzi “Abili a proteggere” hanno iniziato a tracciare il percorso per la creazione di un vero ufficio, interno al Dipartimento, che si occupasse in maniera specifica di Disabilità e protezione Civile. Tutto questo però il 1° Giugno 2011 si è interrotto per non ben chiare motivazioni burocratiche o di bilancio. I nove ragazzi e ragazze disabili devono andare via dal Dipartimento Protezione Civile, lasciandosi alle spalle solo i resti delle le barrire fisiche che sono riusciti ad abbattere ma fermati da barriere burocratiche ed evidentemente culturali e sociali che neanche la loro abilità e la loro professionalità riescono a superare.

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