Foggia, il cortile che vorrei

Avvicinare i bambini ai grandi temi sociali della “legalità”, della “partecipazione condivisa” e della “progettazione partecipata” non è un compito facile. Educare alla legalità è una “missione” collettiva che necessita del lavoro sinergico tra le famiglie, il mondo della scuola, il terzo settore e l’associazionismo quali parti attive e propositive nella pratica e promozione della cittadinanza attiva e quindi della legalità. Questo principio di cooperazione ha guidato il percorso di progettazione partecipata per la trasformazione dei cortili scolastici e degli spazi urbani degradati, intitolato “Missione Led – Legalità e Diritti”, realizzato nel I Circolo Didattico “Nicola Parisi” di Foggia, in gemellaggio con l’Istituto Comprensivo di Carapelle, nell’ambito del progetto Pon 2007/2013- C3 Fse 2010/1094/959 “Leg(ali) al Sud: un progetto per la legalità in ogni scuola”, finanziato con i Fondi Sociali Europei. Partner attuatore del progetto è la Cooperativa Sociale Scurpiddu, in collaborazione con l’architetto colombiano Francisco Cabanzo, membro dell’Ats In Relazione, la associazione Gaas ed i tutor interni delle rispettive scuole. A conclusione del I Modulo “Il cortile che vorrei” stamani, 28 Maggio 2011, presso l’aula multimediale della scuola N. Parisi, è stato presentato il lavoro svolto dagli alunni attraverso la visione di un video documentante il processo di trasformazione, e l’allestimento di una mostra con i disegni ed i report fotografici realizzati dai bambini per rilevare le criticità del cortile, da cui partire per migliorarne la funzionalità, l’aspetto estetico e l’utilizzo. Dopo la consegna degli attestati di partecipazione ai piccoli progettisti, da parte del Dirigente scolastico Alfonso Rago, è stato possibile visionare con i genitori il plastico della scuola, realizzato dai bambini con l’esperto internazionale, e gli interventi tangibili di riprogettazione del cortile pensati e realizzati dai bambini che, nello specifico, hanno riguardato la costruzione di un orto scolastico, che i bambini hanno battezzato “Orto Bello dei Sogni”, la pittura delle pareti del cortile chiuso ed inutilizzato della scuola, adiacente all’ex Gil di via Matteotti, e la decorazione dei vasi posti all’ ingresso della scuola, decorati con la tecnica del decoupage. Nel rispetto ed in piena attuazione degli articoli 12 e 13 della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia, che sottolineano da un lato il diritto del bambino ad esprimere la propria opinione sulle questioni che lo riguardano direttamente, dall’altro il suo diritto a partecipare attivamente alla vita sociale e scolastica, il progetto ha visto gli alunni del circolo scolastico protagonisti attivi del cambiamento, lanciando un messaggio importante alla società civile. Il dirigente scolastico della Scuola Parisi, Alfonso Rago, durante l’incontro di restituzione dei risultati del progetto Pon, ha elogiato il lavoro degli alunni e delle partnership, invitando i genitori ad una partecipazione più attiva e costante alla vita scolastica dei propri figli, abbracciando in pieno lo “spirito partecipativo” del progetto. “La risposta alla violenza è la fantasia, la gioia e la creatività che i bambini hanno dentro; permettere ai bambini di manifestare le loro idee e cooperare tutti insieme affinché sia possibile realizzarle, sono le nostre armi contro l’illegalità”. Con queste affermazioni Rago ha voluto lanciare quel monito che tutti noi dovremmo cogliere, specie se la scuola è quotidianamente presa di mira da atti vandalici, come è accaduto recentemente proprio alla Scuola Parisi che, in soli otto giorni, ha subito ben tre furti con scasso e sottrazione di materiali fondamentali per la formazione e la crescita degli alunni. Durante  la Cerimonia il Presidente della Cooperativa Scurpiddu,Benvenuto Grillo, ha posto in evidenza l’importanza del luogo in cui si è realizzato un intervento trasformativo del progetto, in riferimento ad uno spazio chiuso ed inutilizzato presente nel cortile, un “non luogo” riappropriato creativamente e modificato secondo la volontà partecipata degli utenti, divenendo così un “luogo” vissuto e migliore. “Questo progetto” –prosegue Grillo- “intende incrementare il senso d’appartenenza dei cittadini alla società civile, gettare nel mondo dei bambini quei semi di legalità che, a partire dall’ascolto dei loro sogni e dalla partecipazione condivisa con tutte le forze sociali presenti sul territorio, produrranno i frutti del cambiamento e contribuiranno alla formazione di cittadini responsabili e rispettosi del “bene comune”.” I bambini, infatti, proprio come le piante messe a dimora nell’orto scolastico, che vedranno i loro frutti al rientro delle vacanze estive, sono tenere piantine che crescono nella direzione della legalità solo se hanno solide radici sociali, inserite in reti solidali capaci di convogliare l’energia creativa verso azioni concrete in cui possano identificarsi e di conseguenza mobilitarsi per la loro difesa. L’incontro si è chiuso invitando i genitori dei bambini a collaborare attivamente nella cura e gestione degli spazi ripensati dai bambini, definendo le condizioni che consentiranno loro di utilizzare il cortile della scuola in orario extrascolastico insieme ai loro figli che, in mancanza di spazi di aggregazione, solitamente trascorrono il loro tempo in strada. Il secondo modulo “Giochiamo a trasformare il Quartiere”, che partirà agli inizi di Ottobre, vedrà i bambini delle due scuole impegnati in azioni di trasformazione di aree degradate limitrofe ai rispettivi istituti scolastici. Sarà dunque interessante, soprattutto a Foggia, vista la situazione dei Quartieri Settecenteschi, in cui è ubicata la scuola “N. Parisi”, sperimentare percorsi partecipati che vedano la scuola inserirsi a pieno titolo nel processo di Rigenerazione Urbana in atto nei Quartieri Settecenteschi, quale valore aggiunto capace di rileggere la città con gli occhi puliti e visionari dei bambini, di far volare i loro sogni sulle ali del possibile, verso nuovi orizzonti leg(ali) e valoriali. L’aspettativa maggiore è quella di rendere il quartiere un luogo sempre più vissuto e sicuro per tutti che, a partire dalle suggestioni lanciate dai bambini, coinvolgano sempre più adulti, giovani e bambini nella partecipazione alla vita sociale del quartiere, nell’autogestione degli spazi pubblici (vigilanza e cura condivisa del quartiere) e nella riprogettazione/riorganizzazione dei tempi e degli spazi collettivi di convivenza. Legalità e legame sociale, del resto, sono due facce di una stessa medaglia.

Anna La Cecilia

9 su 10 da parte di 34 recensori Foggia, il cortile che vorrei Foggia, il cortile che vorrei ultima modifica: 2011-05-29T04:50:12+00:00 da Redazione
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