Mamma Natuzza vive nei versi dei ragazzi

Natuzza Evolo

I ragazzi del Vibonese ricordano Mamma Natuzza con le loro poesie. La mistica di Paravati, nel corso della sua vita straordinaria, costellata da fatti prodigiosi, ha manifestato un’attenzione particolare per i giovani che erano sempre presenti nella sua preghiera quotidiana alla Madonna. Quell’amore materno che la Evolo nutriva nei confronti dei giovani, è stato ampiamente ricambiato dalla partecipazione massiccia di centinaia di giovani al concorso “Mamma Natuzza e i giovani”. Centinaia i “fremiti di cuore”, rivolti alla Mistica dagli alunni delle scuole vibonesi, che sono pervenuti alla segreteria del Premio nato da un’idea di Mariaelena Cortese e Rosario Federico, due figli spirituali della Mistica con le stimmate che si stanno prodigando per portare avanti il suo messaggio di speranza. All’iniziativa, organizzata dalla Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, hanno dato il loro contributo la Regione e l’Ufficio scolastico regionale. Alla premiazione delle poesie più belle hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Nicola D’Agostino, il presidente della Fondazione Cuore immacolato di Maria don Pasquale Barone, il vicario della Prefettura Stefania Caracciolo e il sindaco di Mileto Vincenzo Varone.

Un pensiero riguardo “Mamma Natuzza vive nei versi dei ragazzi

  • 26 maggio 2011 in 06:40
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    Invio la mia testimonianza su Natuzza Evolo, resa pubblica subito dopo il suo ritorno al Padre. Cordialmente.
    Domenico Caruso

    A Natuzza Evolo

    Volgi su noi lo sguardo, mamma cara,
    che pur vermi di terra ci sentiamo,
    la vita è sempre un’esperienza amara
    se nel Signore non ci confidiamo.

    Serva di Dio tu sei e fonte chiara
    di bene, di preghiera, di richiamo:
    Natuzza, ora dal Cielo ci aspettiamo
    la grazia della pace così rara.

    Felice con la Vergine Maria
    e con Gesù da te sofferto e amato
    or ti vediamo in sì beato loco.

    Mostra a noi tutti la diritta via
    che ci preservi da grave peccato
    e il cor c’infiammi del divino fuoco.

    Domenico Caruso
    S. Martino di Taurianova (Reggio Cal.)

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