Fermo, donne africane nobel per la pace

Alla conferenza stampa di presentazione della Campagna Noppaw per il Premio Nobel per la Pace 2011 alle donne africane, tenutasi presso la Sala Consiglio della Provincia di Fermo, hanno partecipato il Presidente Fabrizio Cesetti e l’Assessore all’Immigrazione Giuseppe Buondonno. “La Provincia di Fermo è sensibile a questi temi – ha rimarcato Cesetti – ma anche consapevole che il ruolo della donna sia fondamentale, ancora di più nei Paesi dove maggiori sono le difficoltà sociali, economiche e per l’affermazione di quei diritti alla base della convivenza civile della stessa esistenza umana: diritti di libertà, di democrazia, di solidarietà, diritti a crescere sani, ad avere opportunità, diritti all’istruzione, diritti ad avere la dignità di uomini e donne. In tanti Paesi purtroppo vediamo, o per condizioni culturali, religiose, ma spesso per condizioni oggettive di povertà, che tutto questo non è possibile. E quindi si impone una profonda riflessione, perchè non possiamo restare assenti e silenti. Non è dignitoso. Il compito delle Istituzioni ad ogni livello, specialmente in quei Paesi che vivono la libertà, la democrazia e le opportunità, è quello di dar voce a tutte queste difficoltà e sofferenze. Quindi, la Provincia di Fermo sostiene convintamente questa campagna per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2011 alle donne africane, donne che in quella parte del mondo meno fortunato si fanno carico più di altri delle difficoltà che quegli stessi Paesi vivono. Donne che troppo spesso sono oggetto di soprusi, di violenze e finanche di vere e proprie schiavitù, fisiche ed intellettuali. La Provincia di Fermo con questa iniziativa vuole gridare forte da una parte la sua indignazione, dall’altra il suo sostegno. Lo ha fatto e lo fanno non solo questo Presidente e l’Assessore Buondonno, ma lo ha fatto e lo fa l’intero Consiglio provinciale che nella seduta del 17 maggio ha deliberato all’unanimità, quindi al di là delle appartenenze, il sostegno a questa campagna, aderendo formalmente ed impegnandosi a sensibilizzare la cittadinanza per far conoscere il grande ruolo svolto dalle donne africane nella difesa della vita e della costruzione della pace. Il nostro non è un impegno dovuto ma una convinzione profonda, che nasce tra l’altro dalla consapevolezza della condizione della donna nel nostro Paese – di cui quest’anno festeggiamo i 150 anni dell’unità nazionale  – nel periodo precedente all’Assemblea Costituente. Il Premio Nobel è importante non soltanto come riconoscimento a quello che le donne africane hanno fatto e stanno facendo, ma perché guarda al futuro: significa porre l’attenzione in tutto il mondo affinché ognuno faccia la propria parte perché queste sofferenze possano avere termine, o quanto meno possano nel tempo alleviarsi. E’ una proiezione nella consapevolezza che la donna impersonifica essa stessa la vita. Questo riconoscimento, quindi, costituirebbe non soltanto il giusto corollario a quanto detto prima ma anche un inno alla vita”.  “La nostra è una Provincia giovane dal punto di vista istituzionale – ha affermato l’Assessore Giuseppe Buondonno –  ma antica nelle sue radici ed anche della sua internazionalità e nella cultura della solidarietà. Siamo una Provincia che vuole guardare all’Europa e al mondo, consapevole del fatto che tutti i grandi processi di cambiamento ci toccano profondamente, così come ci tocca profondamente ogni ingiuria contro chiunque, in qualunque parte del mondo, ed ogni battaglia di giustizia e dignità umana. Nel XXI secolo le donne ancora portano il peso maggiore in ogni società e, segnatamente, in quelle in cui i problemi sono maggiori dal punto di vista del lavoro, dal punto di vista delle discriminazioni e delle violenze, ma anche dal punto di vista dell’impegno e della lotta per il cambiamento. E allora questo Premio Nobel alle donne africane ha un duplice valore. Da un lato quello di una dimensione collettiva dello stesso Premio, perché bisogna insegnare soprattutto ai più giovani che i grandi cambiamenti sono il prodotto di sforzi collettivi e che le grandi figure sono tali perché hanno dietro grandi movimenti, fatti di sorelle e fratelli che si battono per le stesse cose. Dal Nobel alle donne africane può anche venire un segnale di speranza e di cambiamento per le donne di tutto il mondo, per un cambiamento profondo ed il superamento di una società che continua ad essere fondata sul dominio maschile. Da qui vorrei venisse un abbraccio forte all’Africa, sconvolta anche da positivi cambiamenti di democrazia. Sono tante le persone che hanno bisogno di un grande lavoro di solidarietà, di una cooperazione decentrata fondamentale perché cambino gli equilibri economici e sociali del continente africano. Ma c’è una parte d’Africa che è qui con noi, persone che sentiamo come nostre sorelle e nostri fratelli e che sono dentro quell’universalità che la nostra Costituzione garantisce e deve continuare a garantire. Quindi, da questa piccola ma forte Provincia viene l’appello ed il sostegno ad una battaglia di cambiamento della società nel XXI secolo”. Presenti all’incontro Sibilla Zoppo Martellini (Vice Sindaco del Comune di Sant’Elpidio a Mare), Guido Barbera (Presidente CIPSI Coordinamento Solidarietà e Cooperazione), Helene Yinda (teologa camerunense promotrice della Campagna Noppaw), Mara Testasecca (Presidente dell’Associazione Funima International), tre rappresentanti delle donne africane del territorio fermano, oltre a Boris Lambertelli e Michele Cinti in rappresentanza dei gruppi musicali Habanero e Rinomatti.

9 su 10 da parte di 34 recensori Fermo, donne africane nobel per la pace Fermo, donne africane nobel per la pace ultima modifica: 2011-05-24T10:27:10+00:00 da Redazione
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