Squarta difende Meloni dagli attacchi sui social: «La politica non c’entra, coinvolgere sua figlia è disumano»
«A tutto c’è un limite». È questo il messaggio lanciato da Marco Squarta, che interviene sui social per esprimere solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo alcuni commenti offensivi comparsi online in seguito a un’intervista nella quale la premier aveva raccontato il rapporto con sua figlia e il tentativo di conciliare gli impegni istituzionali con la vita familiare.
Squarta racconta di essere rimasto colpito dal tenore di alcuni messaggi pubblicati sui social, nei quali, oltre agli insulti rivolti direttamente a Meloni, sarebbero stati coinvolti anche la figlia e gli affetti familiari della presidente del Consiglio.
Un comportamento che, secondo l’esponente politico, supera il normale confronto e la legittima critica politica. «Si può criticare Giorgia Meloni quanto si vuole, ma augurare sofferenze a una madre e coinvolgere sua figlia è qualcosa di profondamente disumano», scrive.
Nel suo intervento, Squarta sottolinea anche una contraddizione che ritiene particolarmente significativa: alcune delle persone individuate attraverso i profili social sarebbero donne, le stesse che, secondo la sua riflessione, dovrebbero riconoscere il valore del rispetto tra donne e della lotta contro ogni forma di violenza.
«Qui la politica non c’entra più nulla. Siamo davanti a un odio che ha superato ogni limite», afferma, invitando a distinguere nettamente la critica all’attività di un presidente del Consiglio dagli attacchi personali che coinvolgono anche i familiari.
La conclusione del suo messaggio è un appello a recuperare il rispetto e il senso della misura nel dibattito pubblico: «Quando l’odio politico vi porta a perdere persino il rispetto per una madre e sua figlia, il problema non è più Giorgia Meloni».
