Kimi Antonelli, terzo italiano iridato in Formula 1: Bologna è pronta a riabbracciarlo con il Nettuno d’Oro

Bologna si prepara a riabbracciare il suo campione. Andrea Kimi Antonelli, a soli 20 anni, ha conquistato il titolo mondiale di Formula 1, diventando il terzo italiano nella storia a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della massima competizione automobilistica. Un’impresa che interrompe un’attesa lunga 73 anni e che adesso la sua città vuole celebrare con uno dei riconoscimenti più prestigiosi: il Nettuno d’Oro.

Non è soltanto il ritorno di un pilota italiano sul tetto del mondo. È anche una storia che parte da Bologna, dai kart, da una famiglia legata alle corse e da un ragazzo che, prima ancora di diventare protagonista davanti alle telecamere di tutto il mondo, aveva già imparato a inseguire un sogno dentro un abitacolo.

Il trionfo è arrivato domenica 1° novembre 2026, al Gran Premio di Città del Messico. Antonelli ha tagliato il traguardo in terza posizione, alle spalle di Max Verstappen e Lewis Hamilton, risultato sufficiente per assicurarsi matematicamente il campionato con quattro appuntamenti ancora da disputare. A 20 anni e 68 giorni è diventato il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, superando il precedente primato di Sebastian Vettel, che aveva conquistato il suo primo titolo a 23 anni.

Una giornata destinata a rimanere nella memoria dello sport italiano. Al termine della gara, visibilmente emozionato, il pilota Mercedes ha potuto finalmente liberare tutta la tensione accumulata durante una stagione straordinaria. Ad aspettarlo c’erano la squadra e la famiglia, con il padre Marco, la madre Veronica e la sorella Maggie. Un abbraccio che ha restituito alla vittoria mondiale anche la dimensione più personale e familiare.

Il Nettuno d’Oro e l’abbraccio della sua Bologna

A raccogliere immediatamente il significato storico dell’impresa è stato il sindaco Matteo Lepore, che ha annunciato la decisione dell’Amministrazione comunale di conferire ad Antonelli il Nettuno d’Oro.

«Dopo 73 anni, il titolo mondiale di Formula 1 torna in Italia grazie al talento cristallino e alla determinazione di un eccezionale pilota bolognese. Bologna festeggia Kimi Antonelli, un trionfo storico che entra di diritto nella leggenda dello sport. Talento, passione, grinta e ferrea volontà di vincere hanno portato Kimi sul tetto del mondo», ha dichiarato il primo cittadino.

Lepore ha quindi aggiunto: «Per celebrare questo trionfo leggendario l’Amministrazione comunale ha deciso di conferirgli il Nettuno d’Oro».

Un riconoscimento che rappresenta molto più di una semplice onorificenza. È il modo con cui Bologna intende riabbracciare uno dei suoi figli più illustri, riportandolo idealmente nei luoghi in cui è cresciuto e dove ha mosso i primi passi verso una carriera internazionale.

La città è pronta ad accoglierlo come Nettuno d’Oro, in una celebrazione che si aggiunge alle pagine più importanti della sua storia sportiva e culturale.

Il premio viene assegnato dal Comune, a partire dal 1974, a cittadini, aziende, associazioni e istituzioni culturali che abbiano onorato Bologna attraverso la propria attività professionale e pubblica. Nel corso degli anni è stato attribuito a personalità di assoluto rilievo.

Tra i nomi che hanno ricevuto il Nettuno d’Oro figurano il regista Pupi Avati, il campione di sci Alberto Tomba, l’arbitro internazionale Pierluigi Collina, il cantautore Francesco Guccini, il cantante Gianni Morandi e il genetista Mario Capecchi, insignito del Nobel per la Medicina nel 2007. Il riconoscimento è andato anche alla Ducati Motor Holding e alla squadra del Bologna Football Club che conquistò lo scudetto nel 1964.

Un elenco che racconta la varietà dei talenti e delle personalità che hanno dato prestigio alla città. Adesso a quella galleria si aggiunge Kimi Antonelli, protagonista di un’impresa che ha una dimensione nazionale e internazionale.

Dall’infanzia sui kart al sogno della Formula 1

Andrea Kimi Antonelli è nato a Bologna il 25 agosto 2006. La sua storia sportiva comincia prestissimo, in una famiglia dove il mondo dei motori è sempre stato presente. Il padre Marco è stato pilota automobilistico e ha fondato AKM Motorsport, una struttura impegnata nelle competizioni automobilistiche.

Kimi sale sui kart quando è ancora bambino. Ha sette anni quando comincia a gareggiare, mostrando immediatamente una predisposizione particolare per la velocità e per la competizione.

Il primo titolo arriva nel 2015, nella categoria Easykart 60. È soltanto l’inizio di un percorso che lo porta rapidamente a confrontarsi con i migliori giovani piloti europei.

Nel 2019 arriva un passaggio fondamentale: Mercedes lo inserisce nel proprio programma Junior. Ha appena 12 anni e una delle più importanti scuderie del mondo decide di investire sul suo talento. Da quel momento la sua crescita viene seguita da una struttura che ha costruito una parte importante della storia recente della Formula 1.

Nel karting conquista risultati internazionali di grande prestigio, compresi due titoli europei consecutivi nelle categorie OK e numerose affermazioni nelle competizioni WSK.

Il passaggio alle monoposto conferma le aspettative. Nel 2022 vince i campionati italiano e tedesco di Formula 4, mentre nel 2023 conquista sia il campionato Formula Regional Middle East sia quello europeo.

Risultati che convincono Mercedes ad accelerare ulteriormente il suo percorso. Nel 2024 viene promosso direttamente in Formula 2, saltando la Formula 3, una scelta che testimonia la fiducia riposta nelle sue capacità.

Anche in Formula 2 arrivano vittorie importanti, a Silverstone e Budapest. Nel frattempo, il mondo della Formula 1 comincia a guardarlo con crescente attenzione.

La svolta definitiva arriva nell’estate del 2024, quando Mercedes annuncia che Antonelli sarà il sostituto di Lewis Hamilton a partire dalla stagione successiva. Il sette volte campione del mondo ha deciso di trasferirsi alla Ferrari e il giovane bolognese si trova davanti a un’eredità sportiva enorme.

Nel 2025 debutta ufficialmente in Formula 1, a 18 anni, al fianco di George Russell. Non è un ingresso semplice: entrare in una squadra abituata a competere per il mondiale significa affrontare immediatamente aspettative altissime, pressione mediatica e il confronto quotidiano con piloti di esperienza internazionale.

La prima stagione serve a costruire esperienza e a prendere confidenza con un ambiente nel quale ogni errore viene analizzato nei minimi dettagli. Antonelli riesce comunque a conquistare risultati importanti, dimostrando di poter stare stabilmente tra i protagonisti.

Poi arriva il 2026, l’anno della consacrazione.

Il terzo italiano dopo Farina e Ascari

Per comprendere davvero il valore del successo di Antonelli bisogna tornare alle origini del campionato mondiale di Formula 1, istituito nel 1950.

Il primo italiano a conquistare il titolo fu Giuseppe Farina, conosciuto come Nino. Al volante dell’Alfa Romeo, vinse il campionato inaugurale nel 1950, entrando nella storia come primo campione del mondo della Formula 1.

Due anni dopo, nel 1952, arrivò il successo di Alberto Ascari. Il pilota milanese conquistò il mondiale con la Ferrari e si ripeté nella stagione successiva, nel 1953. Fu un periodo di grande affermazione dell’automobilismo italiano, con la Ferrari protagonista nelle competizioni internazionali.

Ascari rimase per decenni l’ultimo italiano capace di vincere il campionato mondiale piloti. Dal suo secondo titolo sono trascorsi 73 anni prima che un altro connazionale riuscisse a ripetere quell’impresa.

Kimi Antonelli diventa così il terzo italiano campione del mondo nella storia della Formula 1, dopo Farina e Ascari. Una distinzione importante: l’Italia aveva avuto altri piloti capaci di vincere Gran Premi e di salire sul podio, ma nessuno era più riuscito a conquistare il titolo piloti.

C’è anche un particolare che rende ancora più interessante il confronto storico. Alberto Ascari è tuttora l’unico italiano ad aver vinto il mondiale piloti al volante della Ferrari. Antonelli, invece, ha conquistato il titolo con la Mercedes, una delle grandi rivali storiche del Cavallino Rampante.

L’altro Kimi: Räikkönen e l’ultimo mondiale Ferrari

La storia della Formula 1 italiana si intreccia anche con quella di un altro Kimi, questa volta finlandese.

Nel 2007 Kimi Räikkönen conquistò il campionato mondiale piloti al volante della Ferrari. Fu un successo particolarmente significativo perché arrivò al termine di una stagione combattutissima, nella quale il finlandese riuscì a superare Lewis Hamilton e Fernando Alonso, entrambi piloti McLaren, nell’ultima gara del campionato.

Räikkönen vinse il titolo con 110 punti, appena uno in più rispetto ai due rivali, entrambi fermi a 109. Un finale straordinario che consegnò alla Ferrari il suo ultimo mondiale piloti.

Nel 2008 la scuderia di Maranello conquistò anche il titolo mondiale costruttori, mentre il campionato piloti andò a Lewis Hamilton, che precedette Felipe Massa di un solo punto.

Da allora la Ferrari non è più riuscita a conquistare il titolo mondiale piloti, nonostante abbia avuto campioni del calibro di Fernando Alonso, Sebastian Vettel e Lewis Hamilton.

È curioso che oggi il nome Kimi torni al centro della storia della Formula 1, questa volta associato a un ragazzo nato a Bologna e capace di riportare l’Italia sul tetto del mondo.

Una coincidenza suggestiva, anche se il nome del giovane Antonelli non è stato scelto in omaggio a Räikkönen: secondo quanto raccontato dalla famiglia e dalla stessa Mercedes, fu un amico di famiglia a suggerirlo perché si abbinava bene ad Andrea.

Una pagina nuova per lo sport italiano

Il successo di Antonelli non rappresenta soltanto la fine di una lunga attesa. È anche il risultato di un percorso sportivo costruito nel tempo, attraverso il lavoro, la formazione e la capacità di una grande squadra di riconoscere e valorizzare un talento giovanissimo.

A vent’anni il pilota bolognese ha già raggiunto un traguardo che molti campioni inseguono per un’intera carriera. È diventato il più giovane campione del mondo della Formula 1 e ha riportato il tricolore nell’albo d’oro dopo oltre sette decenni.

Per Bologna è motivo di orgoglio. Per l’Italia è una nuova pagina della propria tradizione motoristica. Per Mercedes è la conferma di una scommessa iniziata quando Antonelli aveva appena 12 anni.

Adesso c’è un altro appuntamento da segnare: quello con la sua città. Bologna vuole riabbracciare Kimi, celebrarlo e consegnargli il Nettuno d’Oro. Il ragazzo dei kart è diventato un campione del mondo. E la città che gli ha dato i natali si prepara ad accoglierlo tra i suoi cittadini più illustri.

Dopo Farina e Ascari, il terzo nome italiano è quello di Andrea Kimi Antonelli. E questa volta la storia è appena cominciata.