Cimiteri, shock a Roma: salme “fatte a pezzi”. E torna alla mente il “precedente” di Napoli

Sette licenziamenti, quattro sospensioni e un’indagine che arriva sul tavolo della Procura. È quanto emerge dalla vicenda che coinvolge i cimiteri romani Flaminio e Maccarese, dove i controlli interni di Ama avrebbero fatto emergere irregolarità nella gestione delle salme.

Alcuni corpi non ancora completamente mineralizzati sarebbero stati trattati come se avessero già completato il processo di decomposizione e trasferiti nell’ossario. Gli accertamenti dovranno ora stabilire con precisione che cosa sia accaduto e se dalle condotte contestate emergano anche responsabilità penali.

Ama ha adottato pesanti provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti coinvolti e ha trasmesso gli atti all’autorità giudiziaria. L’azienda ha parlato della necessità di garantire il massimo rigore per tutelare la correttezza del servizio e la maggioranza dei lavoratori che opera nel rispetto delle regole.

La vicenda romana riporta però alla memoria anche un altro caso che aveva fatto discutere a livello nazionale.

A Napoli, nel cimitero monumentale di Poggioreale, la Guardia di Finanza aveva sequestrato tre cappelle gentilizie di rilevanza storica nell’ambito di un’inchiesta della Procura sulla presunta compravendita irregolare di loculi.

Il caso era stato raccontato da Il Mattino. Secondo l’ipotesi investigativa riportata allora dal quotidiano, numerosi loculi sarebbero stati ceduti in violazione dei divieti previsti dalla legge. Le indagini avevano portato anche a diverse perquisizioni.

Sono due vicende distinte, avvenute in momenti diversi e con ipotesi investigative differenti. Il precedente di Napoli viene richiamato perché mostra come, nel corso degli anni, anche la gestione dei loculi e degli spazi cimiteriali sia finita al centro di indagini giudiziarie in diverse città italiane.

A Roma, intanto, l’attenzione è concentrata sulle operazioni effettuate nei due cimiteri e sulle eventuali responsabilità individuali. Saranno gli accertamenti della magistratura a chiarire se si sia trattato di episodi circoscritti o se dietro le irregolarità contestate vi fosse una condotta più ampia.

Per le famiglie dei defunti resta soprattutto una questione di fiducia: sapere che le operazioni cimiteriali vengano eseguite secondo procedure precise, controllabili e rispettose della dignità delle persone.

Da Roma a Napoli, dunque, due storie diverse riportano sotto i riflettori un settore spesso lontano dall’attenzione quotidiana, ma nel quale trasparenza, controlli e rispetto delle regole assumono un peso particolare.