Carburanti oltre i 2 euro al litro, il governo valuta nuovi interventi contro il caro-benzina
La nuova fase di tensione internazionale legata alla guerra nel Golfo sta spingendo verso l’alto i prezzi dei carburanti, con benzina e gasolio che in diverse aree hanno superato la soglia dei 2 euro al litro. Il governo sta valutando possibili misure per contenere l’impatto degli aumenti su famiglie e imprese, con particolare attenzione al sistema delle accise.
La questione è stata al centro di un incontro a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo l’andamento dei prezzi dell’energia e dei carburanti e le possibili soluzioni da adottare per limitare gli effetti dell’aumento del costo del petrolio.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche un nuovo intervento sulle accise, attraverso il meccanismo delle cosiddette accise mobili, uno strumento pensato per compensare in parte gli aumenti del prezzo del greggio utilizzando l’extra gettito derivante dall’aumento dell’Iva sui prodotti petroliferi.
La misura consentirebbe una riduzione temporanea del peso fiscale sui carburanti, ma il suo effetto sarebbe comunque limitato e dipenderebbe dall’andamento dei prezzi internazionali del petrolio.
Petrolio e tensioni internazionali spingono i prezzi
La crescita dei prezzi alla pompa è legata soprattutto all’aumento delle quotazioni del petrolio, condizionate dall’incertezza sui mercati internazionali e dalla durata del conflitto in Medio Oriente.
Nelle ultime rilevazioni, il prezzo medio del carburante in modalità self service sulla rete stradale nazionale si è avvicinato ai 2 euro al litro per la benzina, mentre il gasolio ha superato tale soglia. Anche sulla rete autostradale i prezzi risultano più elevati rispetto alla viabilità ordinaria.
Dopo una forte crescita registrata nei giorni precedenti, le quotazioni del petrolio hanno mostrato una lieve correzione, ma resta alta l’attenzione degli operatori economici per gli sviluppi della crisi internazionale.
Il nodo degli approvvigionamenti
Al momento non si registrano difficoltà nell’approvvigionamento di petrolio e prodotti energetici. Le forniture possono continuare attraverso le scorte disponibili e i canali alternativi del mercato globale.
Resta però l’incognita sulla durata del conflitto: un prolungamento delle tensioni potrebbe aumentare la pressione sui mercati energetici e determinare nuovi rialzi dei prezzi nei prossimi mesi.
Il governo intanto prosegue le valutazioni sulle possibili misure da mettere in campo per ridurre l’impatto del caro-carburanti sull’economia italiana.
