Trump al gala dei giornalisti tra battute, giubbotti antiproiettile e il cappellino del “terzo mandato”: una serata tra Casa Bianca e cabaret
Il presidente Usa trasforma la cena dei corrispondenti in uno show a metà tra stand-up comedy e comizio politico. Frecciate ai media, ironie sulla sicurezza e la sorpresa finale: “Trump 2028”
«Allora, stasera riprendiamo esattamente da dove ci eravamo lasciati. Divertiamoci un po’». Con queste parole Donald Trump ha aperto il suo intervento alla cena di gala-bis dell’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca (Whca), scegliendo una strada insolita: metà presidente, metà comico da palcoscenico.
Davanti alla platea di giornalisti, il tycoon ha scherzato sul dilemma che lo avrebbe accompagnato prima del discorso: «Cosa dobbiamo fare qui? Dovrebbe essere una cosa divertente? Devo essere serio? Devo fare il comico? Immagino abbiano risposto: forse un po’ di tutto».
Poi la battuta sul giubbotto antiproiettile consigliato dal Secret Service: «Preferirei morire piuttosto che sembrare di 20 libbre più pesante». Il riferimento era alla protezione da quasi 10 chilogrammi che gli agenti gli avevano suggerito di indossare per motivi di sicurezza. Una frase che ha strappato risate, ma che ha riportato alla memoria i momenti di tensione vissuti durante il precedente appuntamento del gala, segnato da un episodio di paura in sala.
Trump non ha però rinunciato alla sua parte più politica, tornando ad attaccare i media e accusandoli di diffondere «notizie false» sul conflitto con l’Iran. «Ho sentito solo fake news. La loro marina non esiste più, l’aviazione non esiste più, non hanno più radar», ha dichiarato, ribadendo che Teheran «non avrà mai il nucleare».
Tra una battuta e una provocazione, il presidente ha anche raccontato il suo rapporto diretto con i giornalisti: «Ricevo una telefonata ogni 3,7 minuti». Secondo Trump, molte delle chiamate arrivano proprio dai cronisti, ai quali spesso risponderebbe personalmente anche quando il numero non è memorizzato.
Il momento più sorprendente della serata è arrivato nel finale, quando Trump si è presentato con un cappellino rosso con la scritta “Trump 2028”. Un messaggio che ha immediatamente acceso il dibattito sul futuro politico del presidente.
«È questa la mia intenzione. Questa è la mia intenzione per un terzo mandato come presidente degli Stati Uniti. Lo faremo. Ci divertiremo un po’», ha detto davanti a una sala improvvisamente più silenziosa.
Trump ha poi aggiunto: «Ho vinto. Ho vinto tre volte. Ora lo farò di nuovo». Una frase che ha riaperto il tema dei limiti costituzionali ai mandati presidenziali americani e che ha trasformato una cena nata per celebrare il rapporto tra stampa e potere in un nuovo palcoscenico della campagna politica.
A chiudere lo show, come ormai da tradizione nelle sue apparizioni pubbliche, sono arrivate le note di “Y.M.C.A.”, accompagnate dal caratteristico balletto del presidente. Tra risate, applausi e qualche momento di gelo, Trump ha lasciato la sala dopo oltre un’ora di intervento: più che una cena istituzionale, un vero spettacolo in stile americano.
