USA, cresce la spinta per l’impeachment: un sondaggio mette in difficoltà Donald Trump

Una maggioranza degli americani sarebbe favorevole all’impeachment del presidente Donald Trump. È quanto emerge da un nuovo sondaggio condotto su 790 elettori registrati, secondo cui il 52% sostiene l’avvio della procedura di rimozione, contro il 40% contrario. Il dato include anche una quota significativa di elettori repubblicani: circa uno su sette si dice favorevole all’impeachment.

L’indagine, commissionata dall’organizzazione progressista Free Speech For People e realizzata da Lake Research Partners, presenta un margine di errore del 3,9%. Il risultato fotografa un clima politico sempre più teso, alimentato soprattutto dalle scelte dell’amministrazione in politica estera, in particolare dal conflitto con l’Iran.

Durante il suo primo mandato, Trump era già stato messo in stato d’accusa due volte dalla Camera dei Rappresentanti, senza però mai essere condannato dal Senato. Anche nel secondo caso, legato agli eventi del 6 gennaio, i voti favorevoli non raggiunsero la soglia dei due terzi necessaria per la rimozione.

Le richieste di impeachment si sono intensificate nelle ultime settimane, complice l’escalation militare in Medio Oriente. “Questo sondaggio conferma ciò che stiamo vedendo in tutto il Paese”, ha dichiarato John Bonifaz, presidente di Free Speech For People, sostenendo che il presidente rappresenterebbe “una minaccia diretta alla Costituzione e allo stato di diritto”.

A incidere sul consenso del presidente anche alcune dichiarazioni controverse. Il 7 aprile Trump ha minacciato conseguenze catastrofiche nei confronti dell’Iran in caso di mancato accordo sullo Stretto di Hormuz, contribuendo ad alimentare le tensioni internazionali.

Sul fronte interno, i numeri mostrano un calo della popolarità: l’indice di approvazione del presidente è sceso al 39%, rispetto al 42% di fine febbraio, mentre il tasso di disapprovazione ha raggiunto il 53%, il livello più basso del suo secondo mandato.

La spaccatura politica resta netta: l’84% dei democratici sostiene l’impeachment, contro appena l’8% contrario. Tra i repubblicani, invece, l’81% si oppone alla procedura. Gli indipendenti appaiono più orientati verso la rimozione, con il 55% favorevole.

Nonostante il crescente sostegno nell’opinione pubblica, la strada per l’impeachment resta complessa. I repubblicani controllano entrambe le Camere del Congresso, rendendo improbabile l’approvazione degli articoli di impeachment alla Camera e ancora più difficile una condanna in Senato, che richiederebbe una maggioranza qualificata dei due terzi.

Negli ultimi giorni, il deputato democratico John Larson ha annunciato la presentazione di nuovi articoli di impeachment contro Trump, mentre altri esponenti del partito continuano a premere per un’azione più decisa.

Sul piano politico, la questione potrebbe comunque avere conseguenze rilevanti. Le elezioni di medio termine del 2026 si avvicinano e i democratici vedono nella crescente insoddisfazione degli elettori un’opportunità per ribaltare gli equilibri alla Camera, mentre al Senato la sfida resta più complessa ma non impossibile.