Ragusa Dietro il Sipario 2025: il Teatro Donnafugata celebra “Le parole fragili del nostro tempo”
Ritorna “Ragusa Dietro il Sipario”, il festival ideato e curato dall’Associazione culturale Donnafugata 2000, che quest’anno – giunto alla sua quarta edizione – riceve il riconoscimento ufficiale del Ministero della Cultura. Il tema scelto per il 2025 è “Le parole fragili del nostro tempo”, e inaugura un nuovo percorso triennale ispirato a “Il Manifesto del Cambiamento”, progetto che fa del Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla uno spazio di incontro e dialogo tra generazioni.
La parola chiave di questa edizione è “Speranza”, intesa – spiegano le direttrici artistiche Vicky e Costanza DiQuattro – “non come sentimento ingenuo, ma come esercizio civile. La speranza non consola: orienta. È un cantiere di linguaggi – spettacoli, incontri, laboratori – che invita il pubblico a diventare coautore di un lessico nuovo, perché la parola fa il mondo quando trova una comunità che la pronuncia insieme”.
Il festival si svilupperà da ottobre a dicembre 2025, con spettacoli, drammaturgie inedite, incontri con studenti e appuntamenti per bambini e famiglie, e continuerà fino a marzo 2026 con una programmazione che ne prolungherà lo spirito e la visione.
Gli appuntamenti in programma
Il cartellone si apre il 24 e 25 ottobre con “Archimede” di Costanza DiQuattro, con Mario Incudine, omaggio al genio siciliano capace di unire mito e contemporaneità. Segue, il 31 ottobre, la prima nazionale di “Spes Nostra. La speranza è l’ultima a morire” di Aurora Miriam Scala, che coinvolge gli allievi del Liceo Classico Umberto I di Ragusa.
Il 7 novembre sarà la volta di “DansCirque. Tre movimenti sull’identità”, spettacolo che intreccia musica, danza e circo contemporaneo a cura di Cirko Vertigo. Il 14 novembre debutta la nuova versione di “Terramatta” di Vincenzo Rabito, con la regia di Giuseppe Ferlito, mentre il 21 novembre verrà presentato “Il Manifesto del Cambiamento”, accompagnato dal documentario curato dal cantautore Giovanni Caccamo, ispirato all’appello di Andrea Camilleri per un nuovo umanesimo.
Il mese si chiude con “La Lettera” di Paolo Nani (29-30 novembre), capolavoro di teatro fisico amato dal pubblico internazionale.
A dicembre, il 4 debutta “Che cos’è la natura? Chiedetelo ai poeti” di Davide Rondoni e Mario Incudine; il 12 dicembre è la volta di “Donnafugata” di Costanza DiQuattro con Pietro Montandon; mentre il 20 e 21 dicembre arriva “Nel Blu” di Mario Perrotta, omaggio a Domenico Modugno e al suo spirito libero.
Un teatro che guarda al futuro
La stagione prosegue nel 2026 con nuovi spettacoli che manterranno viva la vocazione del Teatro Donnafugata a essere luogo di crescita e trasformazione. Il 17 e 18 gennaio andrà in scena “Parisea” di e con Marco Manera; il 14 e 15 febbraio, “Io è finita la mia corsa” di Costanza DiQuattro con Alessandra Salamida; il 7 e 8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, “Le tre D di Socrate” con Cristina Dell’Acqua e Laura Valente; infine, il 28 e 29 marzo, “Verranno a chiederti del nostro amore” con Diego De Silva e il Trio Malinconico, tributo raffinato a Fabrizio De André.
Spazio ai più piccoli
Non mancherà la sezione “Donnafugata dei Piccoli”, con tre spettacoli pensati per bambini dai 4 ai 13 anni. Nel 2026 arriveranno “Svanì” (25 gennaio, Compagnia Decalé) e “Lino e Lone” (1 marzo, produzione VAN – Verso Altre Narrazioni).
Il festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, Comune di Ragusa, Provincia di Ragusa, Banca Agricola Popolare di Sicilia e Fondazione Sylva. Tra i gold sponsor figurano Eni, Gruppo Cappadona, Range Rover di Sergio Tumino e Regran; tra i silver sponsor, numerose realtà imprenditoriali del territorio.
Per informazioni, prenotazioni e abbonamenti: 334.2208186 – www.teatrodonnafugata.it.
