USIM contro ENAC: “Discriminazione inaccettabile, militari esclusi dall’Albo ENGA”

L’Unione Sindacale Italiana Militari (USIM) esprime il suo “più fermo dissenso” contro la decisione dell’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) di modificare i requisiti di iscrizione all’Albo Nazionale del personale di volo (ENGA), escludendo dal 1° gennaio 2025 il personale appartenente alle Forze Armate.

La nuova edizione 4 del Regolamento ENGA (art. 5, parte 2C) introduce infatti l’obbligo di “non essere in servizio militare attivo” come requisito per l’iscrizione. Una scelta definita da USIM come “discriminatoria e priva di qualsiasi valida motivazione”, che penalizzerebbe centinaia di militari già in possesso di licenze aeronautiche e abilitazioni EASA.

Secondo l’associazione, la disposizione contrasta con la normativa vigente e con il principio di libertà di esercitare attività extra-professionali. La legge, ricordano, non prevede infatti alcuna autorizzazione preventiva dei comandi per attività di formazione o docenza svolte privatamente, purché senza conflitto di interessi con il servizio.

USIM evidenzia inoltre le conseguenze pratiche della norma: “Un sottufficiale della Marina, istruttore di volo per passione, sarà costretto a smettere di insegnare solo perché in uniforme”. Una decisione che colpisce esclusivamente i militari, mentre non tocca altre categorie come Polizia di Stato o Guardia di Finanza.

“Su quale base ENAC ha scelto di escludere proprio i militari e non, ad esempio, avvocati o medici?” si domanda l’organizzazione, che ha già chiesto all’Enac, informando anche i Ministeri della Difesa e delle Infrastrutture e Trasporti, la revoca immediata del requisito ritenuto discriminatorio.

“È inaccettabile che un cittadino venga privato di un diritto solo perché serve il Paese in uniforme”, conclude USIM, annunciando che continuerà a battersi per il ripristino della possibilità per il personale delle Forze Armate di iscriversi all’Albo ENGA.