Caso di West Nile Virus a Perugia: farmacista positiva dopo un soggiorno in Basilicata

Un caso di positività al West Nile Virus è stato confermato a Perugia e riguarda una farmacista residente nel territorio dell’Usl Umbria 1. La professionista, rientrata in Umbria dopo un soggiorno in Basilicata — regione in cui erano già stati segnalati casi di West Nile Virus — ha manifestato sintomi lievi, simili a quelli influenzali, accompagnati da un rash cutaneo.

Grazie alla sua preparazione professionale, la donna ha riconosciuto i segnali tipici della malattia. Dopo una puntura di zanzara avvenuta durante il soggiorno in Basilicata, in un periodo compatibile con l’incubazione del virus, ha seguito il corretto iter diagnostico: contattato il medico curante, si è sottoposta a un test sierologico che ha confermato la presenza di anticorpi specifici. Il risultato è stato ulteriormente convalidato tramite un test svolto in farmacia.

La farmacista si trova attualmente sotto osservazione e sta seguendo il percorso terapeutico indicato.

In seguito a questo caso, l’Usl Umbria 1 ha intensificato i trattamenti larvicidi nei comuni interessati, mantenendo il divieto di utilizzo di adulticidi in conformità al piano regionale. Sono inoltre in corso le analisi sulle zanzare catturate tramite trappole, con risultati attesi entro 48 ore.

Il West Nile Virus, trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare del genere Culex, non si trasmette da persona a persona né da uomo a zanzara. Le misure di prevenzione si concentrano quindi sul controllo della diffusione delle zanzare e sulla protezione individuale.

L’Umbria dispone di un sistema di sorveglianza attivo da aprile a novembre che include monitoraggio entomologico, controlli sierologici sugli uccelli e sorveglianza clinica sugli equidi, finalizzato a rilevare precocemente la presenza del virus e intervenire tempestivamente.

A livello nazionale, nei mesi recenti si registrano numerosi casi di West Nile Virus, spingendo le autorità a mantenere alta la sorveglianza e a sottolineare l’importanza delle misure preventive.

Nel 2025 l’Italia risulta uno dei paesi europei più colpiti, con oltre 350 casi umani accertati fino ad agosto e 22 decessi registrati. Le regioni maggiormente interessate sono Lazio, Campania, Veneto e Lombardia, con un’età media dei pazienti intorno ai 70 anni. Circa metà dei casi si manifesta in forma neuro-invasiva, con sintomi più gravi.

L’epidemia del 2025 mostra una diffusione geografica più ampia rispetto agli anni precedenti, con nuovi focolai anche in Basilicata. Le condizioni climatiche caratterizzate da piogge seguite da ondate di caldo hanno favorito la proliferazione delle zanzare Culex.

La prevenzione resta fondamentale: la maggior parte delle infezioni umane è asintomatica o si presenta con sintomi lievi, ma in alcuni casi può evolvere in forme severe che richiedono cure ospedaliere.