Ginevra, fallisce il negoziato sul primo trattato globale contro l’inquinamento da plastica

Dopo dieci giorni di serrate trattative, il vertice internazionale di Ginevra si è concluso con un nulla di fatto. I 185 Paesi riuniti per mettere a punto il primo trattato vincolante contro l’inquinamento da plastica non sono riusciti a trovare un accordo. A confermarlo sono stati i delegati di India e Uruguay, al termine di una lunga notte di discussioni.

Il testo di compromesso presentato nelle ultime ore, già frutto di numerose mediazioni, conteneva ancora oltre cento punti controversi da chiarire. Nonostante il confronto in sessione informale tra i capi delle delegazioni, il consenso non è arrivato.

L’obiettivo del negoziato era definire un quadro normativo comune per ridurre drasticamente la produzione e la dispersione di plastica nell’ambiente, puntando su riciclo, sostituzione con materiali sostenibili e limiti alle plastiche monouso. Il fallimento del tavolo negoziale segna un duro colpo per la comunità internazionale, in un momento in cui l’inquinamento da plastica è ormai riconosciuto come una delle emergenze ambientali più gravi, con effetti diretti su oceani, fauna e catene alimentari.

Le divisioni, secondo osservatori presenti al vertice, sarebbero legate sia a interessi economici divergenti sia alla definizione di obblighi giuridicamente vincolanti. Alcuni Paesi produttori ed esportatori di plastica puntano su impegni volontari e gradualità, mentre altri – in particolare diverse nazioni europee e piccole isole del Pacifico – chiedono azioni rapide e norme stringenti.

Il fallimento non segna però la fine del processo: i negoziati riprenderanno nei prossimi mesi, con l’obiettivo di arrivare a un testo condiviso prima della prossima conferenza ONU. Tuttavia, il rinvio rischia di rallentare interventi urgenti in un contesto in cui, secondo le stime, ogni anno finiscono nei mari oltre 11 milioni di tonnellate di plastica.

Il vertice di Ginevra, nato con ambizioni storiche, si chiude così senza l’accordo auspicato, lasciando irrisolta la sfida globale di fermare un’inquinamento che non conosce confini e che richiederà, più che mai, volontà politica e compromessi concreti.

Qui l’appello di Karen Sarlo (cliccando sull’immagine puoi leggere la notizia)