Pino Cinquegrana: “Una comunità senza tradizioni perde la propria identità”
L’antropologo Pino Cinquegrana lancia un monito contro il conformismo culturale: “Copiare usanze e rituali altrui senza comprenderne il senso ci allontana da chi siamo davvero”.
In un’epoca in cui globalizzazione e social media sembrano livellare culture e comportamenti, l’antropologo Pino Cinquegrana torna a ribadire il valore fondante delle tradizioni per l’identità di una comunità.
«Sono le tradizioni a rendere unita una comunità e a determinarne l’identità – sottolinea Cinquegrana –. Senza di esse, una collettività si ritrova smarrita, e lo stesso vale per i singoli individui che la abitano».
La riflessione si ispira a Walter J. Ong e al suo celebre saggio Oralità e scrittura (1982), ma si rivolge soprattutto ai fenomeni contemporanei: dall’adozione acritica di mode importate alla riproduzione superficiale di rituali che non appartengono al proprio vissuto culturale.
«Spero che il messaggio arrivi chiaro – prosegue Cinquegrana – a chi si ostina a rincorrere costumanze di qua e di là nella convinzione, del tutto infondata, di stare così “al passo coi tempi”. In realtà, si rischia solo di aggiudicarsi il trofeo della confusione culturale».
Una frecciata elegante a chi, secondo lo studioso, cede alla logica del “siccome lo fanno gli altri, lo faccio anch’io” senza sviluppare un pensiero critico o un senso di appartenenza. Per Cinquegrana, questo tipo di atteggiamento non è solo segno di disorientamento, ma mina alla base la coesione e la memoria collettiva di un popolo.
«Le tradizioni – conclude – non sono meri orpelli del passato, ma strumenti di riconoscimento, coesione e trasmissione di significati profondi. Rispettarle non significa chiudersi al nuovo, ma saper costruire il futuro senza rinnegare le proprie radici».
Un messaggio che invita a recuperare consapevolezza, evitando il rischio – sempre più diffuso – di perdere se stessi inseguendo ciò che, in fondo, non ci appartiene.
