Marzo 1806, i “Vespri Soveritani”: la Comunità di Soveria rivive la sua storia

La seconda edizione del progetto “I Vespri Soveritani” (finanziato con fondi del Minisero della Cultura) è stata caratterizzata da convegni, scene teatrali, spettacoli e tradizioni enogastronomiche. Tre giorni (25, 26 e 28 ottobre) di intense attività artistiche e culturali per rievocare un episodio (22 marzo 1806) in cui nasce una spontanea rivolta popolare contro i francesi, rinnovando il rapporto tra storia e identità locale. Sono stati coinvolte diverse associazioni e compagnie teatrali, grazie al fondamentale impegno dell’Amministrazioone comunale.  

 

Dare vita alla storia, farla respirare, farla scorrere nel sangue delle nuove generazioni affinché si sentano parte del corpo della stessa storia, per esserne protagonisti. Con questo spirito è stata realizzata la seconda edizione del progetto “I Vespri Soveritani” (la I edizione si è svolta il 4, 5 e 6 novembre del 2023).  L’idea si è sviluppata attorno ad un episodio accaduto il 22 marzo del 1806 (un ufficiale francese tenta di violentare una giovane soveritana) che ha scatenato quelli che sono passati alla storia come “Vespri soveritani”, un moto di ribellione ai nuovi dominatori. Per ricordare quei drammatici momenti vissuti dalla comunità di Soveria Mannelli, sono stati programmati una serie di eventi contrassegnati sia da riflessione e interpretazione di carattere sociale e storico-culturale e sia da un corteo storico. Nel programma tre giorni che ha visto coinvolti studiosi di storia locale, docenti e studenti ma anche attori, artisti.

Il progetto è stato finanziato dal Ministero della Cultura con l’importante impegno dell’Amministrazione comunale di Soveria Mannelli. Sono diverse le associazioni e le compagnie teatrali che hanno contribuito e partecipato al progetto: Murat di Pizzo, Tolentino 815 (prov. di Macerata), Gruppo “I tamburi della Sila”, Gruppo “I briganti” di Parenti, Compagnia teatrale “I commedianti” di Soveria Mannelli, Compagnia teatrale “I Pizzitani” di Pizzo, Gruppo Folkloristico di Serrastretta e il Teatro della Libellula.

L’evento storico è stato affrontato da diversi punti di vista coinvolgendo sia i cittadini di Soveria ma anche molte sono state le persone di altre località presenti.

Il primo giorno (pomeriggio del 25 ottobre) si è svolto un convegno storico dal titolo “I Vespri Soveritani” nella sede dell’Officina della Cultura e della Creatività del Reventino. A relazionare il prof. Saverio Di Bella (storico e già senatore della Repubblica); sono intervenuti il sindaco dell’Amministrazione comunale di Soveria Mannelli, il direttore artistico del progetto, prof. Gino Capolupo. Nei loro interventi sia il sindaco Chiodo che il direttore artistico Capolupo hanno spiegato il valore dell’iniziativa nei diversi aspetti: sociali, culturali, storici, conviviali. Affrontando gli aspetti patriottici e politici del brigantaggio del decennio francese, il prof. Di Bella ha contestualizzato i moti di Soveria nel quadro del brigantaggio calabrese, ricordando alcuni studiosi e scrittori ma anche tracciando un profilo di noti briganti di località limitrofe come Panedigrano di Conflenti (località che appartiene all’area del Reventino) che non hanno ancora avuto il rilievo che meritano. Ha spiegato inoltre l’importanza di inquadrare il fenomeno del brigantaggio. Ha citato in merito lo scrittore Vincenzo Padula, che si è occupato del fenomeno come attestano le Cronache del brigantaggio in Calabria 1864-65. L’abate di Acri in questi scritti ha dato una definizione storica e sociale indicativa distinguendo il brigante dal brigantaggio:

“Finora avemmo i briganti. Ora abbiamo il brigantaggio; e tra l’una e l’altra parola corre grande divario. Vi hanno briganti quando il popolo non li aiuta, quando si ruba per vivere e morire con la pancia piena; e vi ha il brigantaggio quando la causa del brigante è la causa del popolo, allorquando questo lo aiuta, gli assicura gli assalti, la ritirata, il furto e ne divide i guadagni. Ora noi siamo nella condizione del brigantaggio”.

Lo storico poi si è soffermato sul decennio francese in Calabria rievocando la battaglia di Maida (4 luglio 1806) in cui le armate napoleoniche per prima volta in Europa sono sconfitte in campo aperto da un esercito nemico, composto da truppe anglo-napoletane; mentre a Mileto (28 maggio 1807) nel corso del tentativo dell’esercito borbonico di riconquistare la parte continentale del Regno di Napoli, i francesi hanno avuto la meglio, in quanto si sono capovolti gli equilibri di forza rispetto alla battaglia di Maida. Lo scontro ha avuto come esito il dominio della Calabria per circa un decennio dei francesi.

Il giorno successivo, sabato 26, sempre nel pomeriggio, si è svolto il corteo storico per le vie di Soveria Mannelli con figuranti in costume dell’epoca. Il percorso è stato contrassegnato da alcune rappresentazioni ispirate ai fatti dei Vespri interpretate da attori della Compagnia Pizzitana e dei Commedianti, insieme ai figuranti del Gruppo di Tolentino 815.

La giornata è stata arricchita da uno spettacolo di burattini tradizionali calabresi, “Zampalesta e lo zzicrapu… durante i vespri soveritani” interpretato da Angelo Gallo (Teatro della Libellula). Alla fine del corteo la degustazione di prodotti tipici come la zuppa di ceci, i crostini al “fuoco dei Vespri soveritani” e i Vesprini (dolcini creati per l’evento a base di farina di ceci che ormai fanno parte della tradizione soveritana). La serata è stata conclusa con diversi spettacoli: si sono esibiti il Gruppo folk “Canterini di Serrastretta”, “I tamburi della Sila” e il gruppo etnofolk Calabrese “I notte Battente”.

Particolare significato e valore didattico ha avuto un altro convegno a cui hanno partecipato gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “L. Costanzo” di Decollatura”, sempre nella sede dell’Officina della Cultura e della Creatività del Reventino. Nell’occasione è stato presentato il progetto “Valorizzazione della Fontana dei francesi” da parte della docente Luciana Grandinetti che coinvolgerà i diversi indirizzi della scuola. Il convegno storico-letterario è stato anche un laboratorio ispirato ai “Vespri di Calabria”, commedia inedita dello scrittore soveritano Umberto Pascuzzi. Sono intervenuti il sindaco Michele Chiodo, il direttore artistico Gino Capolupo e la prof.ssa Valeria Capolupo. È stata una esperienza caratterizzata da una innovativa sperimentazione artistico-teatrale che ha catturato l’attenzione degli studenti non solo per i temi che sono emersi, che hanno rievocato le vicende storiche dei vespri, ma anche sotto il profilo formativo, culturale e artistico, in quanto è stata sperimentata una nuova forma di spettacolo, coniugando la recitazione tradizionale degli attori della Compagnia “I Commedianti” Gino Capolupo, Rita Pargalia, Paolo Bonacci, Giorgio Grano, con i burattini del mastro burattinaio Angelo Gallo, che ha messo in scena alcuni episodi tratti dall’inedito testo dell’autore teatrale di Soveria Mannelli. Il testo è stato presentato e raccontato dalla docente e attrice Valeria Capolupo, che sta curando l’edizione da pubblicare sia nella lingua originale (dialetto soveritano) che tradotto in italiano con una introduzione sulle caratteristiche letterarie e drammaturgiche.

Il sindaco Chiodo, concludendo la manifestazione, ha messo in luce l’interesse dimostrato dagli studenti e ha auspicato che il percorso didattico- formativo possa avere un seguito, ringraziando la dirigente scolastica Maria Francesca Amendola per la collaborazione e tutti i docenti presenti. Inoltre si è impegnato a portare avanti insieme al direttore artistico Capolupo il progetto che avrà una cadenza istituzionalizzata.

Il periodo storico in cui sono avvenuti i Vespri Soveritani, all’inizio dell’occupazione francese, potrà generare importanti esiti in diverse direzioni. In primo luogo perché molte comunità della Calabria sono state attraversati da fatti come quelli accaduti a Soveria Mannelli, ma da indagare è ancora, con risvolti anche inediti, l’identità del brigante e del fenomeno che viene definito come brigantaggio. Su questi temi si potranno aprire altri scenari e filoni di ricerche, di attività, di esperienze e di interscambi culturali che abbiamo come orizzonte da una parte la storia locale in un dialogo con gli altri territori, dall’altra l’orizzonte potrà abbracciare un contesto molto più ampio, come la storia nazionale ed europea.