Ho scelto di vivere, esserci
“ … ho sempre voluto essere il padrone
di me stesso. E’ costata molto la mia libertà
ma ne è valsa la pena.
E’ semplicemente meraviglioso poter dire:
“ sono padrone di ogni attimo della mia vita”
e grazie lo dico solo a Dio e ai miei anni bruciati
nelle lotte per difendere la mia dignità, la mia libertà,
il mio orgoglio di uomo.
Importante è stato sempre rispettare e pensare che l’altro
in realtà non è un altro è l’altra parte di me
che mai sono riuscito a guardare negli occhi . “
( da: Prigionieri di un Sogno! , di Vincenzo Calafiore )
La nostra civiltà, che è riuscita ad ottenere e possedere il controllo della tecnologia, soddisfacendo allo stesso tempo la gran parte dei suoi bisogni e necessità elementari, è anche drogata di una moltitudine di cose artificiali e quindi poco autentici; avverte ormai da tempo l’assenza di un patrimonio intellettuale capace di dare delle risposte concrete di cultura e umanità.
E’ una civiltà che in qualche modo rischia di farsi rubare il futuro da un malessere dell’anima, rischia insomma di scomparire a causa delle orde di cinghiali che ormai da tempo dopo averla assediata la stanno facendo terra propria.
La decadenza si vede, la si tocca, si manifesta continuamente e si trasforma in paure, indecisione, mancanza di visione di un futuro possibile.
A che cosa ancorarci per salvarci ?
E soprattutto che cosa è rimasto di quel che si conosceva, che riferimenti abbiamo?
Se ci voltiamo un attimo, a dare un sguardo al nostro passato culturale… c’è da chiedersi quando nascerà un nuovo Italo Calvino con il suo bel “ Le città invisibili “ «Anche le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.»(Marco Polo).
A guardare bene è rimasto poco, quasi niente dell’Umanesimo, trascurato anche nelle università, diventato poco più che un ricordo.
In qualche maniera porre fine a questa lunga e inesorabile decadenza.
Credo che per affrontare e fermare questa crisi culturale dell’Occidente, non occorrono nuove filosofie non servirebbero a niente, ma neanche di grandi riforme, di nuovi progetti, non servirebbero a nulla, perché abbiamo tutto il necessario a portata di mano, è solo necessario saperne fare uso.
Blaise Pascal, pensatore francese, chiedeva all’uomo di credere in Dio! E se lo avesse trovato il suo premio sarebbe stato il paradiso, se non ci fosse stato avrebbe comunque vissuto bene, senza nulla perdere!
Oggi a distanza di tre secoli e mezzo, quella scommessa del filosofo avrebbe un senso?
Scommettere su Dio o Cristo e perché? Così come alla fine dell’Impero Romano, si fece la scelta di affidare al Cristianesimo il compito di traghettare la civiltà antica, oggi la gran parte di questa società o civiltà incivile, si è affidata non al Cristianesimo ma a dei miseri Rapper che bene la rappresentano a discapito della bellezza della cultura che un tempo è esistita.
Così non possiamo non definirci civili, visto a chi abbiamo permesso di invaderci e non mi riferisco all’invasione dell’Islam quella è un’altra grave e difficile cosa, mi riferisco alla fantomatica forma culturale che questi presunti artisti Rapper pretendono di rappresentare ….. ma sono solo dei cinghiali tatuati e volgari, decadenti, che invece di portare bellezza portano abbrutimento!
Questa è una civiltà senza valori etici, senza vergogna, senza freni. Una civiltà destinata a sparire nella polvere del suo stesso deserto culturale!
